Avere davanti un malato di cancro

Spesso mi capita di dare un’occhiata alle chiavi di ricerca che portano a questo blog, oppure ad altre pagine delle quali ho l’accesso.

L’altro giorno ho trovato questa chiave di ricerca: AVERE DAVANTI UN MALATO DI CANCRO e mi sono chiesta cosa in realtà volesse sapere la persona che l’ha digitata.

Immagino che la ricerca per esteso volesse dire “come comportarsi con un malato di cancro”, almeno spero che il senso fosse quello e non una mera curiosità.

Già, perché nessuno ti insegna cosa fare quando una persona che conosci improvvisamente diventa un malato di cancro. Forse per molte persone questa cosa scatena il dubbio se continuare a frequentare e/o sentire la suddetta persona, oppure lasciarla stare in un silenzio – distacco, che magari è solo rispetto per  la malattia, ma che dalla persona in questione potrebbe anche essere percepita come abbandono…

Ovviamente nessuno ha un manuale di comportamenti valido per tutti, e le reazioni sono commisurate anche alla sensibilità del soggetto che si pone questa domanda.

Secondo il mio punto di vista, che però è strettamente personale e non valido in assoluto, una persona malata di cancro non dovrebbe essere circondata da: pietismo, atteggiamenti del tipo “che povero sfigato”, oppure falsa commiserazione, o sollecitudine estrema di quel tipo che si riconosce a distanza di un km che è solo un atteggiamento di facciata.

Per come la penso io, un malato di cancro ha bisogno di essere trattato il più possibile come una persona normale (senza eccedere nell’altro senso, ovvero fare troppo finta di nulla, tanto da far dubitare il malato stesso che la persona che ha di fronte non abbia capito nulla…), certamente fa bene mostrare disponibilità ad aiutare lui e/o la famiglia in quelle incombenze che da solo non può più fare, circondarlo il più possibile da affetto, ma anche coinvolgerlo in discorsi più leggeri che non vertano solo sulla malattia, e non andare a trovarlo con l’atteggiamento da “funeral party”…

Ovviamente queste sono le mie idee in proposito. Ricordo che nei periodi in cui stavo più male per la chemio (certo non mentre vomitavo), mi faceva piacere che  i miei amici mi venissero a trovare e mi raccontassero un po’ di storie su quello che accadeva fuori e agli altri amici del nostro gruppo, il tutto condito da qualche risata.
Dopotutto, anche quando si ha il cancro si può riuscire a ridere, ogni tanto…

In definitiva io credo che l’atteggiamento migliore da avere con un malato di cancro sia seguire il proprio cuore e comportarsi con lui nella maniera più normale possibile, anche perché un malato di cancro è una persona come le altre, non è un alieno…

Il post originale qui
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97 risposte a Avere davanti un malato di cancro

  1. Posso solo dire un inchino al tuo post, altro sarebbe un rovinare il tuo pensiero, grazie per quello che hai scritto.
    un cordiale saluto
    daniele

  2. Bon_xa ha detto:

    Ottimo articolo! Sono d’accordo su tutto quanto. Solo che, nel mio specifico caso, alcune amicizie non mi hanno abbandonata per il cancro; ma piuttosto perché hanno fatto questa riflessione: “Adesso che Bonxa è malata, non mi potrà aiutare più”. E sono spariti tutti… Ben venga! Ora so che ho fatto male ad aiutare – incondizionatamente – un sacco di gente che – non dico non se lo meritasse -, ma che giustamente sono state abiutate male da me. Il cancro mi insegna che “dare senza ricevere” è un gesto di grande egoismo. Ora non ricevo e non do niente. Devo imparare a ricevere; e non sono ancora pronta. Prima o poi… Grazie ancora! EVVIVA IL LUPO!

    • Camden ha detto:

      Sì, è vero, in alcuni momenti ci si trova a provare una sorta di “congelamento” delle emozioni…piano piano bisogna reimparare ad aprirsi di nuovo.
      Però pensa una cosa, in questo caso la tua malattia ha fatto da sola una scrematura…infatti chi ti ha abbandonata perché non poteva ricevere più nulla da te, non era degno nemmeno di essere annoverato non dico tra le tue amicizie, ma nemmeno tra le tue conoscenze!

      • Bon_xa ha detto:

        Vero Camden, ma ha me dispiace moltissimo, comunque. Io ci ho creduto… Anzi, ci avevo creduto… E comunque non ho mai perso la fiducia negli esseri umani. E’ nel mio carattere. E va bene così, perché nel mondo mi ci trovo – su e giù – a scorrazzare! Un salutone!!!

    • Liliana Nedelcu ha detto:

      Scusa che intervengo a scrivere qualcosa ed spero che sia utile per noi tutti ! 1. Qundo fai una cosa buona, farlo con il quore , farlo e basta senza pensare – Io, ti ho aiutato ed tu devi riconoscente ! – quando fai una cosa senza pensare che le persone deve ricordare il tuo bene che hai fatto , starai male ed non puo essere considerato un aiuto con il cuore , lo trasformi in obligo . Fai caso che che su la strada trovi una persona , un bambino che ha bisogno tu lo aiuti senza conoscerlo , gli hai visto oggi e podarsi che non lo vedrai piu , Sono persone che dona sanguie a chi ha bisogno senza sapere a chi va suo sangue ed non chiedi mai che quella persona ti deve essere riconoscente . Spero che hai capito cosa voglio dire ! Solo cosi starai bene anche tu ! Perche altrimente ti tormenta questo dolore che hai aiutato ed ora non ti guardano ne anche ! Quando lo fai , farlo e basta . perche umani sono cosi , a volte dimentica il bene , ricorda solo il male che lo fai . Baci ed abbracci anche si non ti conosco ! Gode la gioia che dio ti ha donato un cuore buono che le tue azzione su la terra sarano compesate quando arrivi da lui ! Pensa a questa che non tutti ha il dono del amore .

    • sara ha detto:

      Ho bisogno di un vostro consiglio! Ho scoperto qualche giorno fa che un mio caro zio che mi ha fatto da padre è gravemente malato di tumore al colon con metastasi al fegato. Non so come comportarmi quando vado da lui, cerco spesso di evitarlo perché non so cosa dirgli, riesco soltanto a confortare mia zia facendola parlare e a volte ridere. Come devo comportarmi invece con lui? Datemi una mano, sono disperata

  3. madpack ha detto:

    Giusta riflessione, penso condivisibile da chiunque abbia avuto un parente malato di cancro.

  4. Romina ha detto:

    Parole sante, Rosie, parole sante…

  5. Sally ha detto:

    …Sono esterna, mi permetto di rispondere a questo post con la sensibilità che mi contraddistingue sin da bambina.
    Sono sicura che chi avesse digitato una frase del genere su Google è per trovare una risposta a come ci si comporta con un malato di cancro. E’ la domanda che ci poniamo tutti noi quando un caro viene colpito. Ti senti inadeguato, stupido, piccolo, meschino e in colpa perchè non è accaduto a te. E allora cerchi dappertutto notizie, informazioni, chiavi di lettura su come comportarsi con, cosa fare per non ferire, cosa dire per non essere di troppo.
    A volte sai che mantenere i rapporti normali, anche se è la cosa più giusta da fare, non basta perchè sai che certe cose non le puoi più dire. “Ha senso che io parli delle mie pene d’amore o del fatto che sto diventando povera, dato che ho perso il lavoro e faccio fatica a trovarlo?” Faccio per dire… Oppure che allieti raccontando della festa? Un altro esempio anche quello. Tutto (bello o brutto che sia) diventa piccolo al cospetto di una malattia come questa. Anche se paradossalmente io ho subito un incidente, dove ho rischiato, o ho avuto una grande felicità (esempio opposto), che non ho mai provato prima. Cos’è un incidente di fronte a una malattia? E allora ti chiedi se è meglio parlare di cavolate. Mettendo da parte te stesso.
    Ma i problemi si complicano se con la persona in questione i rapporti erano già conflittuali prima che si ammalasse. Allora sì, se c’è uno sforzo di mantenere un certo rapporto, seppur minimale, da parte di entrambi, le cose possono “funzionare”. Ci vuole tanta pazienza, sensibilità e capacità di mettere da parte la tua vita, anche e soprattutto se il caregiver sta vivendo un momento non facile della sua vita. Il quale, a volte, se è dotato di magnanimità, fa finta di nulla, dimentica i propri problemi, se stesso per amore dell’altro.
    Spero di non essere fraintesa.

    • Camden ha detto:

      Cara Sally, il tuo commento mi è piaciuto molto. E il fatto che tu non sia direttamente “coinvolta” nella malattia, arricchisce ancora di più le tue osservazioni.

      In effetti la situazione diventa complicata da affrontare quando la persona davanti a sé ha una malattia come il cancro. E molto dipende sia dal carattere di questa persona e dal suo modo di reagire, sia dai rapporti preesistenti.

      Per questo come dici tu ci vuole tanta pazienza, sensibilità e capacità di mettere da parte la propria vita, e non sempre è facile anzi.
      In questo, secondo me, ci sono delle persone totalmente lodevoli per l’abnegazione che sanno mettere nell’aiuto verso una persona che in quel momento ha bisogno. Mentre altri non ce la fanno.

      Ti ringrazio ancora per aver lasciato le tue idee in proposito, mi sono state utili per riflettere.

      • Sally ha detto:

        Bene, sono molto felice! Sia perchè è piaciuto (ed è stato compreso) il senso del mio commento. Sia perchè ho contribuito a innescare una riflessione.

  6. silvia ha detto:

    Sapete cosa e’ mancata a me? Onesta’, io ho solo chiesto onesta’…e’ difficile star vicino a chi e’ colpito dalla nostra malattia, certo, ma ricordiamoci sempre che noi e solo noi ce l’abbiamo in corpo, noi siamo i protagonisti, il resto e’ il contorno….Qualcuno e’ rimasto, e il rapporto si e’ rafforzato ancora di piu’, qualcun’altro e’ scappato, dopo aver inizialmente fatto la parte del ‘ragazzo ammirevole’…
    Cosa mi hanno lasciato? Non fiducia nel prossimo, ho sofferto e soffro ancora molto, dopo un anno dall’abbandono, essendo a tutt’oggi in piene cure, chemioterapia e poi radioterapia…
    eppure non ero cosi’….
    Silvia ’75

    • Camden ha detto:

      Silvia in bocca al lupo davvero, purtroppo secondo me chi ci abbandona è una persona poco coraggiosa in prima persona e anche un po’ egoista. Ma non bisogna perdere del tutto la fiducia negli altri perché anche al giorno d’oggi ci sono persone ricche di valore. Il problema è riuscire a trovarle tra tanti…
      Forza, Silvia!

  7. Arcobaleno ha detto:

    Vedi Silvia, a volte chi ci vuol bene e’ piu’ spaventato di noi………Alcuni sono spaventati dal confronto con la sofferenza, spaventati nel rendersi conto che potrebbe capitare a tutti….. e fuggono,per evitare il confronto con questa paura! E’ per questo che la “blogterapia”…..aiuta moltissimo, perche’ persone che vivono la medesima esperienza, possono comprendere !!!!
    Io scoprii per caso “oltreilcancro”, pochi giorni prima di affrontare la demolizione di un seno, e quanto mi ha aiutato……..All’inizio leggevo solamente , poi cominciai a rispondere ai post . Adesso ho il mio blog……..Che aiuto grande! Confrontarci, ascoltarci ,scambiare le nostre sensazioni, e’ come una medicina per l’anima.Scrivi, come hai fatto oggi; piano piano, riacquisterai la fiducia nel prossimo e nella vita…… Resisti Silvia ! Un abbraccio da Arcobaleno

    • Maria Grazia ha detto:

      sono daccordo con te Arcobaleno,il male nessuno lo compra,può capitare a tutti in qualsiasi momento della vita e se non sei una persona sensibile si fa fatica ad accettarlo ,sia per se stessi sia per chi ci stà accanto.Dopo anni di volontariato con gli ammalati ho imparato tanto da loro,ci vuole pazienza,amore ,ironia ,non è facile a volte aiuta anche il rispettare la libertà di chi si sente ferito o non è preparato alla malattia alla sofferenza.Per me è stato di grande aiuto star vicino agli ammalati ed ai parenti ,in qualche modo mi ha rafforzata nell’affrontare la mia malattia e ne parlo tranquillamente con chiunque sdrammatizzando il tutto.Mi è anche capitato di conoscere persone che non ne parlano perchè ne hanno paura o si vergognano (come se il male si comprasse )ho capito che se abbiamo bisogno di aiuto dobbiamo chiederlo noi, perchè chi ci sta vicino non sempre ci comprende o
      ha paura di sbagliare e per non fare danni non si muove .Tutti abbiamo bisogno dell’altro, di una parola o semplicemente di una spalla su cui poggiare il capo e ci sono per fortuna tante brave persone.Abbi fiducia un abbraccio Maria Grazia

  8. solare ha detto:

    è difficile per chi sta vicino alla persona malata sapere come comportarsi, quale parole usare, se parlare della malattia o evitare il discorso.
    Spesso le persone si vergognano a parlare delle loro preoccupazioni perchè il tumore non ha paragoni. Ma io penso che ognuno di noi vive dei problemi più o meno grandi, ma che in quel momento non ci fanno stare bene. allora io sono contenta se i miei amici continuano a parlarmi dei loro problemi, perchè così io continuo a sentirmi viva e normale, perchè comunque rimaniamo pur sempre delle persone, degli amici!
    chi si allontana non ci merita, fa soffrire, delude, ma non possiamo permetterci di avere di fianco persone che non hanno la voglia o la capacità di starci vicino! meglio pochi ma buoni!

    • Maria Grazia ha detto:

      sono daccordo con te ,ma non è la malattia che ci fà diversi ,siamo persone uguali che viviamo tutte sotto lo stesso cielo e non dobbiamo ritenerci diversi solo perchè malati.chi non ci ama non ci merita.maria grazia

    • Camden ha detto:

      Hai proprio ragione, solare. Meglio pochi ma buoni! E anche io condivido la tua idea: anche quando facevo chemio mi faceva piacere se gli amici mi raccontavano le cose della loro vita come facevano prima, volevo sentirmi viva e questo era un modo sicuro per esserlo!

      • solare ha detto:

        cercare di continuare a vivere come prima, per quanto ci è possibile! per lo meno noi ci proviamo!

  9. Bianca ha detto:

    Tutto vero.
    Aggiungo la mia…io in particolare non sopporto bene quando mi dicono che meno male che io sono coraggiosa, che sono forte, che loro non avrebbe reagito come sto facendo io….
    Non sono un’eroina e non mi sento una martire. Ho avuto un cancro. Mi sono curata, passando attraverso quegli iter che conosciamo tutti. Ho reagito. Ho dovuto farlo, per sopravvivere, per non far morire di preoccupazione quelli che mi vogliono bene.
    Ma non ditemi “ah come sei brava tu”, quasi sottointendendo che meno male che è capitato a me perchè io sono proprio brava a sopportarlo…io ho solo spirito di conservazione, come tutti del resto.
    Scusate lo sfogo….

    • Camden ha detto:

      Bianca sono d’accordissimo: a volte la gente agisce come se noi che ci siamo passate fossimo persone toccate da una sfiga micidiale, ed è proprio vero quello che dici tu, queste frasi sottintendono il classico pensiero “Mi dispiace ma molto meglio a te che a me.”
      Invece hai proprio ragione, non è che noi abbiamo fatto prima un corso di sopravvivenza. In quei momenti si tirano fuori tutte le risorse che abbiamo perchè ci rendiamo conto che abbiamo una disperata voglia di sopravvivere. Ma la gente finché non prova una cosa così spesso non lo capisce. Purtroppo.

    • solare ha detto:

      è vero, fa male, perchè in un certo senso ci piacerebbe essere più deboli e non dover affrontare tutto questo. Ma una volta che ti diagnosticano il cancro, ti prende una forza dentro, perchè dobbiamo essere noi le vincitrici e non la malattia. anche se ogni tanto è proprio dura e la forza va a finire sotto i piedi….

  10. Katie86 ha detto:

    Cara Camden
    Nel mio caso non e’ bastato stare vicino al ragazzo con cui sono stata 6 anni….l’ho trattato sempre normalmente, non l’ho mai compatito,ho cercato di comprenderlo il + possibile e cercando di non essere mai troppo invadente, gli sono stata vicino per tutto il periodo di chemioterapia per poi sentirmi dire: voglio stare solo forse non ti amo più…io non avevo pensato neanche per un attimo di lasciarlo anzi,ho sempre avuto fiducia nel nostro amore,e vedevo che lui traenva molta forza dall’avermi vicino, e invece lui alla fine mi ha estraniato completamente dalla situazione….sono veramente a pezzi.

    • Camden ha detto:

      Cara Katie, mi dispiace per quello che ti è successo, purtroppo non ci sono regole che vadano bene per tutti. A te è capitato di essere presente, sollecita e amorevole nei suoi confronti e nemmeno questo è servito…
      E’ difficile indovinare fino in fondo cosa possa passare nella mente di una persona colpita da questa malattia. C’è chi si chiude a riccio e non vuole più vedere nessuno, si sente ingiustamente colpito e vede la paura della morte che potrebbe essere più vicina come qualcosa di inaccettabile e insostenibile. Ma c’è anche chi si affida agli altri per cercare aiuto e trova conforto negli amici per reagire e non darsi per vinto anche nei momenti più difficili…molto dipende dal carattere.
      E’ comprensibile che adesso tu ti senta a pezzi, però devi riconoscere a te stessa che non hai mancato nei suoi confronti ed anzi gli sei stata vicina. Peggio sarebbe stato se ti fossi allontanata per paura. Allora avresti dovuto fare i conti anche con i sensi di colpa. Io penso che tu non abbia nulla da rimproverare a te stessa. La sua reazione adesso non è dovuta certo a qualche tua mancanza. Coraggio, spero tu ti possa riprendere presto da questo brutto colpo.
      Un abbraccio

  11. MariaGrazia ha detto:

    ti capisco katie ma forse o non era vero amore da parte sua oppure la malattia ha avuto la meglio sui sentimenti, non ti scoraggiare non è facile avere una spada di Damocle sul collo ne per lui che sta male ne per te che gli sei accanto.Abbi fiducia solo con il tempo capirete i vostri sentimenti e sempre con il tempo che si guarisce dai mali del cuore e dell’anima .Vedrai orizzonti migliori.unabbraccio Maria Grazia che Dio ci benedica tutti

  12. Katie86 ha detto:

    Grazie delle vostre parole ragazze. Io temo che lui non ritornerà indietro sui suoi passi.
    Spero solo che guarisca alla svelta e che la vita ci sorrida anche se purtroppo prenderemo direzioni diverse. L’unica cosa che mi fa stare male e’ che lui mi dice che in futuro mi cercherà per questioni lavorative e io non voglio più vederlo perché mi fa soffrire troppo. 😦

    • Camden ha detto:

      Questo è davvero ingiusto, Katie. Perché se ti ha fatta soffrire così tanto, per quale ragione importi anche i contatti di lavoro? Non è una cosa bella.
      Certamente spero che guarisca presto, ma anche che si renda conto che ti ha fatta stare male…
      Un abbraccio

  13. francesca romana ha detto:

    ciao a tutti,mi sono imbattuta in questo forum perchè sono 2 anni che cerco risposte al comportamento di un uomo a me tanto caro che ‘presumo’ malato di canco…
    scrivo presumo perchè mi parlato del fatto che non stà bene, che periodicamente fa controlli..ma non mi ha mai detto di cosa chiaramente si tratti…
    vado con ordine..lavoriamo nella stessa azienda, 3 anni fa iniziamo un progetto insieme e lì scatta qualcosa..ci capiamo al volo, abbiamo una forte affinità elettiva, in una parola ci innamoriamo.. diventiamo molto intimi… Poi lui comincia ad essere evasivo, parla di non avere più tempo, che ha sbagliato ad avvicinarmi perchè non è stato in grado di proteggermi da lui…sapeva che mi avrebbe fatto soffrire!! così mi allontana con frasi sibilline, mi facapire che non stà bene, mi fa vedere una tessera di un reparto oncologico di un ospedale di roma, ma non mi spiega di cosa si tratti… non mi parla più, mi allontana, mi telefona (dettato dai sensi di colpa) per sapere come stò, per darmi solo un saluto.
    Non mi permette di stargli accanto, non mi permette di parlargli di qualunque cosa: se tratto argomenti di poco conto mi blocca dicendomi che non ha tempo per parlare di queste cose che esistono cose più importanti; quando ho cercato di affrontare il discorso dei suoi problemi mi ha sempre stoppato…insomma le ho provate tutte…. sono stata dolce e comprensiva, sono stata decisa e diretta…!!
    ogni tanto lo vedo sofferente, e lo vorrei abracciare e stringere forte, altre volte lo vedo bene e sorridente con gli altri..poi quando incontra il mio sguardo si rattriscisce…
    non comprendo, sono confusa, mi ha detto che ci tiene a me tanto, che gli interesso ma per il mio bene è meglio stare lontani..
    E’ vero non posso capire cosa significhi avere un male che comporterà forti sacrifici al fisico e alla mente per cercare di sconfiggerlo…non posso comprendere ma posso amare e dare forza..lui non me l’ha permesso ed io nonostante siano passati 2 anni soffro a stargli lontano.
    Palavamo d’Amore con la A maiuscola e quello si incontra una sola volta nella vita… e allora perchè rinunciare proprio quando ce ne sarebbe più bisogno????
    non dico di tornare insieme, anche se è senza di lui non sono stata più felice…cosa dovrei o potrei fare per stargli vicino? gli voglio un bene infinito!!
    scusate se sono stata prolissa…il vostro punto di vista mi interessa particolarmente, avete una sensibilità maggiore, perchè vivete la sofferenza e la affrontate giorno dopo giorno..
    grazie, un abbraccio a tutti
    francesca romana

    • Maria Grazia ha detto:

      Cara Francesca Romana,non forzare le cose aspetta un tempo migliore fagli solo capire che gli vuoi bene e se ha bisogno di una parola o di essere ascoltato o di un’amica tu ci sei .abbi fede le cose si aggiusteranno devi solo aver pazienza, il male ci fa avere delle strane reazioni ,ci spaventa ci fa isolare e non vogliamo veder soffrire chi ci ama, ma vedrai che le cose si sistemeranno con il tuo aiuto e la tua sensibilita andranno bene . Prego per voi .che Dio benedica tutti Maria Grazia

      • francesca romana ha detto:

        Grazie per le tue parole Maria Grazia, cerco di essere paziente ma non è facile..
        Non sono una che si arrende, ma mi sono sentita spesso frustrata dal suo comportamento, dal suo distacco emotivo…
        Mi sento impotente, per non essere in grado a fare nulla di buono per lui..
        Farò tesoro dei tuoi consigli, avrò più pazienza… continuerò a stargli accanto anche se a distanza..ma sarò pronta ad accoglierlo..lui è meraviglioso.
        Grazie per le tue preghiere.
        Dai messagi precedenti mi sembri proprio una bella persona, ti auguro tante cose buone.

    • Camden ha detto:

      Ciao Francesca Romana, innanzitutto vorrei sottolineare ancora una volta che Oltreilcancro non è un forum, ma un portale che raccoglie le esperienze di bloggers che raccontano la malattia in rete.
      Detto questo, mi rendo conto di quanto la cosa possa essere difficile per te, però vedi, alcune persone dopo la diagnosi della malattia si chiudono in se stesse, allontanano gli altri, o per paura di fare soffrire le persone o perché si sentono incompresi.
      Io sono del parere invece che chiedere aiuto in un momento così duro per una persona, quando il futuro diventa incerto a causa di questa malattia, non possa che fare bene. Ma alcune persone non ci riescono.
      Io penso che dovresti fargli capire che sei disponibile a parlare di quello che lo preoccupa, anche solo come persona che è pronta a comprendere i suoi problemi.
      Mi auguro che le cose possano andare meglio, spesso chi sta vicino a una persona ammalata di cancro soffre per queste reazioni che possono sembrare strane, ma che secondo me denotano una profonda sofferenza.
      Ti abbraccio.

  14. Denise ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    non conoscevo Anna Lisa, ho letto della sua morte sull’internet, sono andata a leggere tutto il suo blog (ancora adesso mi emoziono a pensare a lei) e così mi sono ritrovata anche su queste pagine…
    Mi sono ritrovata nella situazione delle persone che parlano dell’ “altro lato della faccenda”… mia mamma si è ammalata.. Relativamente giovane, 60 anni.. lo so, rispetto a tanti di voi che ne hanno molto molto meno mi rendo conto di dover forse ringraziare la vita di averla comunque avuta con me per 42 anni della mia vita… ciò non toglie che dentro di me è immediatamente scattata la storia infinita dei perché.. perché lei che tutta la vita l’ha condotta in un modo talmente sano che tutto mi poteva venir in mente tranne che lei si sarebbe ammalata di cancro… E invece è successo…
    Ma mi sto dilungando, lo so… questo dovrebbe essere un commento non un post…
    La mia opinione personale è che la persona malata va trattata più o meno come se non lo fosse.. il “più o meno” ovviamente è d’obbligo… Anche se a volte bisogna “sforzarsi”… quando si tratta di una persona alla quale si vuole bene è difficilissimo dimenticarsi del fatto che sia malata, e di che malattia si tratta… Anche se ormai non è assolutamente vera la “formuletta” che una volta era quasi scontata… cancro = morte.. non è più così, ma lo stesso è difficile non avere paura…
    Mia mamma era vegetariana… quando l’ho sentita dire “quasi quasi mi mangio una bella bistecca di pollo, così.. per provare ancora la brezza di mangiare la carne”… mi è mancata la terra sotto i piedi… e io lì, a far finta di niente…
    Ho la sensazione di essere un pò sconclusionata, ma avrei tante cose da tirar fuori e non so come.. da dove iniziare…
    facciamo che per ora mi fermo qui…

    un abbraccio a tutti
    Denise

    • Camden ha detto:

      Cara Denise, grazie per averci scritto. Anna Lisa ci mancherà tantissimo…
      Mi dispiace per la malattia di tua madre. A volte il cancro dipende anche da fattori genetici che sono indipendenti dall’ambiente. Può succedere che una persona conduca una vita sana e si ammali lo stesso, anche se certo avere attenzione per l’alimentazione e per la vita più sana possibile è importante per la prevenzione. Ma purtroppo a volte la malattia arriva lo stesso. Mi dispiace per quello che stai vivendo. Anche io sono del parere che quando è possibile la persona colpita dalla malattia debba essere trattata normalmente, in tutti i momenti in cui questo è possibile…
      Spero che le cose possano andare bene.
      Un abbraccio

  15. Denise ha detto:

    Grazie Camden per aver risposto,

    mi devo scusare ma nel disordine mentale che regnava dentro di me mentre scrivevo il mio commento ho involontariamente omesso un “piccolo dettaglio”… nello scrivere “piccolo dettaglio” mi scappa una risata semi-isterica perché il dettaglio in questione è grande quanto una casa, anche di più…. mia mamma è morta già da qualche mese…
    Adesso che pian piano ne sto uscendo fuori mi è possibile parlarne con una certa tranquillità…

    Ho letto la tua risposta a Francesca Romana, dove giustamente sottolinei che questo è un blog e non un forum, quindi non voglio approfittare troppo di questo spazio.
    Volevo solo sapere se è possibile scrivere qui anche per chi, come me, l’esperienza l’ha vissuta e/o la vive in questo modo… non la malattia sulla propria pelle, ma “indirettamente” stando vicino alla persona malata..
    In ogni caso un abbraccio sincero

    Denise

  16. ilaria ha detto:

    Ciao Denise, Ciao Rosie

    io sono arrivata a questo blog perchè ho sentito in tv di Anna Lisa, ho letto tutto il suo blog, mi sono legata a lei e quando ho saputo della sua morte ho pensato che solo chi come voi ha vissuto con lei dei momenti intimi può aiutarmi a capire cosa il mio ragazzo si aspettava da me…(Rosie ti ho già scritto sul tuo blog).
    La mia è una storia molto simile a quella di Katie…io e il mio ragazzo stiamo insieme da più di 7 anni, a marzo 2010 ci crolla il mondo addosso…ha dovuto fare chemio, radio e continui controlli…io gli sono sempre stata accanto comportandomi normalmente, non ho mai versato una lacrima davanti a lui, anzi mi mostravo sempre fiduciosa e gli dicevo che dovevamo ritenerci fortunati perchè siamo riusciti ad accorgercene in tempo…ero con lui per l’operazione, per la prima chemio,prima che iniziassero a cadere i capelli sono stata io a rasarglieli in modo da “abituarci” al nuovo look. Adesso sembra che le cose vadano bene dal punto di vista della salute, ma è il nostro AMORE ad essersi ammalato…
    Subito dopo la fine delle cure mi diceva che ero stata bravissima, abbiamo fatto il corso prematrimoniale e dovevate sentire le dichiarazioni di amore che uscivano dalla sua bocca, ma adesso qualcosa è cambiato…è come se improvvisamente fosse diventato egoista….io vengo sempre dopo, prima ci sono lui i suoi divertimenti i suoi amici e sporadicamente si accorge di me…di me che in silenzio per lui ci sono sempre stata.
    A una persona che non ha passato quello che ha passato lui non avrei permesso di trattarmi così, perchè io nel frattempo mi sto facendo davvero del male, ma lui è il mio amore e quindi sto cercando di dargli tempo per far si che risolva la sua crisi esistenziale, ma non so davvero come fare…
    Dover affrontare una malattia come questa in prima persona deve essere un incubo, ma amare una persona immensamente e sapere che soffre è un dolore immenso.

    Scusate lo sfogo, ma anche se non ci conosciamo personalmente sento che solo voi riuscite un pò a capirmi.

    Ilaria

  17. Katie ha detto:

    Quanto ti capisco Ilaria!!!
    Se ti posso dare un consiglio lascialo perdere! Lui non è più quello che era nei 7 anni prima della malattia, lui ora è un’altra persona. Lascialo andare, se ti vuole bene tornerà. Non avere pietà per lui solo perché è stato malato perché lui ci marcia sopra e fa la sua vita convinto di avere tutti i diritti del mondo anche di farti soffrire, solo perché ha sofferto lui. E’ una cosa ingiusta che una storia finisca così ma quando ci sono questi atteggiamenti l’unica cosa da fare è lasciar perdere. Come mi sono detta io tante volte da 2 mesi a questa parte la coppia si fa in 2 non uno che da solo cerca di sopperire anche alle mancanze dell’altro. Quella non è coppia, è ostinazione. Probabilmente lui ora vuole solo godersi la vita per riprendere quello che ha perso durante il periodo delle cure, nessuno può fargliene una colpa, e ora forse dato che gli sei stata vicina non sa come dirtelo ma te lo sta facendo capire in tutti i modi. Se lo lasci andare gli dai una mossa: o si attacca a te per non perderti, altrimenti se ti lascia andare………..
    Scusa se sono cruda ma conosco molto bene la situazione purtroppo e anche noi, anche se non abbiamo avuto il dolore della malattia in prima persona abbiamo sofferto, e non è perché non abbiamo fatto in prima persona le chemioterapie abbiamo sofferto meno. Abbiamo tutti diritto a una vita piacevole non solo chi è stato ammalato.

  18. Katie ha detto:

    Fa veramente tanto male essere allontanati dalla persona a cui si vuole bene, sapendo che ha il cancro. Non si può fare altro che lasciarla perdere tanto se non ti vuole vicino, rifiuta la tua vicinanza non ti risponde al tel, non vuole che tu vada a trovarlo… Questa persona l’hai già persa ormai. E pensare che diceva di amarmi alla follia per 5 anni non c’era niente che lo distogliesse da me, e quando è stato, il mio turno di dimostrargli quanto tenessi anche io a lui non ha voluto. A questo punto mi domando se è stato davvero amore….

  19. ilaria ha detto:

    Ciao Katie…purtroppo non sei la sola persona ad avermi detto che devo dargli una scossa…io però non riesco a farlo…mi basta un suo sorriso per sciogliermi e tutte le strategie per scuoterlo che avevo in mente vanno in fumo…in più conoscendolo credo che lo allontanerei e alla fine a soffrire sarei io perchè non mi piacciono le situazioni non chiarite fino in fondo…
    Ho deciso di iniziare a fargli notare i sacrifici che anch’io faccio per lui…ho iniziato a fargli presente che le persone non ti restano vicino per sempre se non te lo meriti e devo dire che pare aver recepito il messaggio…
    Lo spero…spero di rivedere nei suoi occhi AMORE mentre mi guarda…inoltre lui adesso sta bene e non capisco perchè non possiamo realizzare ciò che per noi è stato un sogno…sarebbe (come direbbe mia mamma) dare sberle al Signore

  20. Arcobaleno ha detto:

    Ilaria, quello che tu e il tuo ragazzo purtroppo avete vissuto, e’ un terremoto emotivo, sconvolgente,che distrugge e impaurisce!! Dopo……quando tutto e’ apparantemente passato, e’ il momento difficile della ricostruzione! Lui ,come dici, adesso fisicamente sta bene, ma……c’e’ sempre un ma! La paura nel profondo dell’animo, per un po’ lo accompagnera’ e lo rendera’ insicuro……..apparentemente egoista, poiche’ si e’ reso conto della precarieta’ della vita,che voracemente, vuole assaporare, dandoti l’impressione di essere messa da parte……..Il tempo comunque, medica tutte le ferite, e solo lasciando scorrere il tempo, capirete, se rimanere insieme o no! Un abbraccio da Arcobaleno

  21. Katie ha detto:

    Ilaria sono contenta che lui abbia capito! E’ un buon inizio! Vi auguro ogni bene e di realizzare ciò che più vi sta a cuore. Un abbraccio

  22. solare ha detto:

    è una malattia difficile, cattiva che anche se riesci a combatterla ti rimane sempre la paura… paura che tutto si possa ripresentare, dover ricominciare tutto dall’inizio, essere sottoposti nuovamente a esami e difficoltà. anche perchè ci sono gli esami di routine che ti mantengono vivo il “ricordo”. posso immaginare che non sia facile per chi sta vicino sentirsi allontanato dopo tutto quello che sicuramente hai fatto per stargli vicino, ma chi ha vissuto questa esperienza ha bisogno di essere un po’ egoista per seguire quello che si sente dentro e spesso è difficile anche spiegarlo a voce, è così e basta! io ti consiglio di lasciargli un po’ di tempo per ritrovare la sua serenità, e poi capirà i sentimenti che prova nei tuoi confronti!
    buona fortuna 😀

  23. Anna Giannelli ha detto:

    E’ così difficile sopportare psicologicamente queste mazzate, che io a volte mi dimentico che per chi mi sta accanto non è facile, con tutte le medicine che si prendono si divnta super nervose la notte si dormano 2 ore quando va bene.
    Ora io sono da due mesi praticamente ferma perchè mi ha bucato 10 vertebre, le costole i femori eccc… come possono essere la persona calma e ragionevole che ero prima? mi è impossibile, quindi se faccio finta di niente con le mie figlie e i miei nipoti, non riesco a nascondere la paura ed il dolore anche a mio marito, sarà lui che dovrà sopportare le mie noiosità dopo 44 anni di matrimonio, in cui ho sempre fatto tutto per la famiglia ora che non posso muovermi sono furibonda.
    Anche perchè prevedo che non ci sia via d’uscita, hanno trattato 2 vertebre a rischio di crollo, ma le altre continuano a bucarsi, l’ormono terapia è un palliativo come la radio, devo solo sperare che mi colpisca in qualche organo vitale, così da accellerare la fine.
    Scusate ma oggi sono NERA.

    • geambasu alexandra ha detto:

      scusa che mipermetto e da poco che ho scoperto di mia madre che a qusto brutto male e non potro mai capire il dolore e la sofferenza che si prova e mi fa tanta paura ma vedo come lei prega incessamente a dio e che forza che li da non sentirti persa io credo fermamente che dio esiste e vedo che amore che mescola sempre dentro ogni persona abbi fiduccia e parlane comunque non tenerti dentro e dillo a tutti quello che provi io vedo piangere mia mamma e lei si nasconde mi fa male e crede che io non so e vorrei che lei parla con me magari le sue figlie sono diverse non so pero una cosa e certa la amano tanto questo e certo abbi fiduccia anche se e dificile lo so ma dio non ci lascia e vicino a noi comunque e tramite i nostri cari mia madre dice sempre di non lasciarci andare che faceamo la volonta del male ma di pregare e di non perdere la speranza

  24. Arcobaleno ha detto:

    Anna G. il tuo commento mi lascia senza fiato! E’ naturale, che tu sia arrabbiata e non devi reprimerla questa senzazione!!! Scrivici quando te la senti e noi ti saremo vicine, poiche’ chi, ha vissuto “certi tornadi”………anche in minima parte, puo’ capire, a volte piu’ di un familiare!
    Non abbassare mai la guardia,………. “e’ una incognita per tutti il futuro”, e cerca di sperare, piuttosto che disperare! Sei viva, nonostante la sofferenza, ci sei………..Un abbraccio da Arcobaleno. Se vuoi, scrivimi sul mio blog, che ho aperto per incoraggiarmi, ma qualcuno mi dice che nonvolendo incoraggio!!……………….Di nuovo ciao da Arcobaleno-AnnaRosa

  25. antonella ha detto:

    Salve, vorrei sapere gentilmente se conoscete qualcuno che ha seguito il protocollo di Luigi di Bella, medico che è stato varie volte ostacolato pesantemente dai gotha della medicina tradizionale. grazie a tutti e a tutti quelli che soffrono auguro un mondo di luce..

    • mamiga72 ha detto:

      No, non conosco nessuno che sia guarito con quel protocollo, conosco solo persone guarite con le cure tradizionali, me compresa. Mi dispiace.

    • Mia ha detto:

      Non conosco nessuno che sia guarito con questo protocollo, ma ho conosciuto una persona che l’ha seguito senza ricavarne purtroppo alcun beneficio.
      Il mio medico di base, all’epoca della sperimentazione, lo applicò con due pazienti, in entrambi i casi con esito infausto e, a suo parere, anche con effetti negativi sulla qualità di vita dei pazienti stessi a causa della complessità delle somministrazioni dei farmaci, che dovevano essere assunti in diverse forme e in più momenti nel corso della giornata e della notte. All’epoca della mia prima diagnosi mi disse che se io l’avessi richiesto avrebbe fatto il possibile per procurarmi tutto il necessario ma che, con il cuore in mano, me lo sconsigliava proprio a seguito delle esperienze negative avute con gli altri pazienti.

  26. Morena ha detto:

    Sono finita in questo blog….perche’ cercavo dei consigli.
    Frequentavo un ragazzo fino a poche settimane fa’ da 1 anno , a luglio emocromo completo,gli viene diagnosticata una gammopatia monoclonale. Fatti tutti i vari accertamenti a settembre andiamo insieme dal medico che lo seguiva, ci dice prego accomodatevi , entriamo nel suo studio e senza nemmeno farci sedere guardando nella faccia lui gli dice: LEI HA UN TUMORE, in un’attimo e’ sceso il gelo in quella stanza.Poi gli ha detto si tratta di MIELOMA MULTIPLO, e’ ancora fermo ti terremo sotto controllo e appena si muove qualcosa partiamo con la terapia. Abbiamo trascorso 3 mesi,quasi in serenita’ lui mi diceva che non era giusto che stesse con me e che non voleva farmi soffrire e io dissi con lui : mi farai soffrire di piu’ se ti allontani da me io voglio starti vicino e combatterlo con te,fin li tutto bene. l’ultima visita di dicembre il dottore ci ha comunicato che era ora di iniziare la chemio e che lo chiamava dopo un paio di giorni.Quando ha iniziato ha fatto il primo ciclo ero sempre con lui, finito il primo ciclo doveva stare 11 giorni fermo e poi partire con il secondo la sera prima del secondo ciclo mi ha lasciata ha detto che non si sente sicuro che non sa’ cosa darmi e io sto’ malissimo,sono passate 3 settimane lo chiamo regolarmente tutti i giorni per sapere come sta’ e’ venuto a trovarmi 2 volte a casa ma non vuole piu’ sapere nulla di avere una storia dice che non vuole avere preoccupazioni e darmi preoccupazioni. Cosa posso fare? Smetto di chiamarlo o continuo a chiamarlo ?

    • Camden ha detto:

      Ciao Morena, purtroppo, pur avendo vissuto un’esperienza di cancro, non ho vissuto un’esperienza come la tua, perché il mio compagno mi è sempre stato accanto, è stato la mia fonte di forza e tutta la vita non mi basterà per ringraziarlo per quello che ha fatto per me. Non ce l’avrei fatta senza di lui, e non me la sarei sentita di lasciarlo per reazione alla malattia.

      A prescindere dalla mia esperienza, credo sia una reazione normale in alcuni casi cercare di allontanare chi si ama quando si vivono momenti duri.
      Tra la paura e il malessere ci può sentire molto scontrosi e arrabbiati con tutti.
      Io credo che forse dargli qualche giorno da solo e poi provare pian piano a riavvicinarti a lui anche solo con una frase ogni tanto forse potrebbe essere aiuto.
      Oppure potresti cercare il supporto psicologico di una persona specializzata (ci sono alcuni psicologi specializzati in oncologia), che sicuramente potrebbe darti consigli mirati alla vostra situazione.
      Un abbraccio

    • Arcobaleno ha detto:

      Dagli tempo e datti tempo……Questo “terremoto emotivo” ha sconvolto il vostro equilibrio; da quel che racconti traspare che vi amate e siete ambedue spaventati! E’ normalissimo cosi’! Certe diagnosi turbano……Forse lui ha paura di farsi vedere nel momento della sua debolezza,quando fara’ la chemio, quando magari perdera’ i capelli!
      Ma dopo avra’ una forza in piu’, e sapere che tu lo ami cosi’ come e’, lo incoraggiera’; sono convinta che supererete insieme questo ostacolo, nel vostro cammino…..magari anche accettando l’aiuto dello psicongologo, che segue anche la coppia, poiche’ il dolore dell’uno e’ il dolore dell’altro! Forza Morena! Un abbraccio da AnnaRosa-Arcobaleno

      • Morena ha detto:

        Grazie, provo a stargli vicino come amica non parlo di noi due, chiedo solo come sta’ come vanno le terapie come si sente etc…etc… sembra che lui e’ piu’ disponibile in questi giorni addirittura ieri mi ha detto che lunedi tutta la mattinata che ha passato in ospedale mi ha pensata, quindi credo sia un segnale positivo. un’abbraccio

  27. ilaria ha detto:

    Ciao Morena,

    ti capisco perfettamente perchè alcuni mesi fa ho vissuto la stessa situazione con il mio ragazzo….oddio la situazione era leggermente diversa perchè io e lui stiamo insieme da quasi otto anni e perchè lui è entrato in crisi dopo la malattia e a seguito di controlli positivi.
    Tutti o per lo meno quasi mi consigliavano di mollarlo e dargli una scossa, io egoisticamente no ce l’ho fatta e poi sapevo che ciò che mi stava facendo penare era solo la conseguenza della terra che gli era venuta a mancare sotto i piedi.
    Beh il mio consiglio è quello di fargli sapere che tu ci sei, che ci tieni e per questo sei li , allo stesso tempo però cerca di fargli arrivare il messaggio che in quanto innamorata di lui anche tu soffri e che stare vicini(pur se non come prima) può essere solo positivo per entrambi….e poi soprattutto segui il tuo cuore perchè solo tu lo conosci e puoi solo immaginare cosa gli passa per la testa…
    io ho fatto così e a dicembre io e Ste ci sposiamo.
    In bocca al lupo per tutto
    Tieni duro mi raccomando
    Ilaria

  28. geambasu alexandra ha detto:

    ciao a tutti mi trovo qui sul vostro blog x affrontare mille ostacoli insieme a mia madre che da poco li e stata diagnosticata un tumore maligno allutero sono sconvolta e mi faccio forza ascoltando le vostre esperienze mi faccioforza e cerco di rendere mia madre ilpiu possibile felice o un bimbo di 9 mesi che con i sui occhi dolci li strappa dei sorrisi vado avanti con la speranza in dio e spero di farcela ma a volte non ci riesco ad accetere che una donna come un pezzo di pane che a fatto solo del bene e si e saccrificata tutta la vita x crescere 4 figli da sola e a sempre lavorato al ospedale x aiutare gli altri che purtroppo aveva un marito che la picchiata da cui si e separata dopo7 anni di inferno non cellafaccio propio quando tutto andava x il meglie e glie nata una nipote e tutto andava bene e crollato il mondo adosso e propio a lei che con la fede sretta nelle grinfie da sempre dio e ingiusto non se lo meritava e sono piena di dolore vedendola soffrire giorno per giorno ma mi faccio forza x lei che la amo troppo come lei ama dio che mia dato la fede da coltivare e lo fatto e michiedo sempre perche dio vuole cosi prego e spero e mi faccio forza x farla stare bene con tutte le mie forze che ognitanto ho paura che cedono e non voglio spero che con le vostre storie a riuscire a sfogarmi mi dispiace x la scrittura non sono italiana e tanti auguri a tutti grazie a tutti

    • Bianca ha detto:

      Cara geambasu alexandra , stai vivendo un’esperienza terribile, avere un bimbo piccolo e una madre con un cancro è difficilissimo.
      Io lo so perchè, poco prima di avere la mia diagnosi (cancro al seno), si è ammalato mio papà. Ho due figli piccoli e sto vivendo il cancro da questo doppio punto di vista, e quindi ti capisco, è devastante da tanti punti di vista.
      Però sono convinta che il cancro non sia una punizione da parte di Dio, non entrare nella spirale di queste domande. Il cancro è una cosa che capita, un po’ come tutte le altre cose della vita: capitano e basta. Essere buoni o meno non c’entra niente, avere fede, aver avuto una vita dure, essersi prodigati per gli altri….
      Ti prego, esci da questa spirale. Prega per tua madre, se la preghiera ti aiuta, ma ricordati che il tumore è qualcosa che capita e perdersi in certi pensieri non credo porti a molto.

      • geambasu alexandra ha detto:

        grazie bianca le tue parole mi lasciano senza fiato e da ammirare che forza che hai dentro spero di ritrovarla anchio e preghero x mia madre e per tutti voi credo che sia normale che io cerchi qualche equlibrio x andare avanti tramite voi e che ne parli mi fa stare meglio… fra un giorno lei fara laradio ho un po paura x come reagira il suocorpo essendo la prima volta spero che dio mi aiuti lei sembra forte e prega sempre ma mi fa spavento a volte questo troppo avicinamento a dio se mi puoi aiutare che tante volte la vedo piangere e non mi dice niente io ho solo 24 anni e non ho tanta esperienza ma cerco di farla dimenticare parlando di mio figlio facendolo stare con lei x farla sorridere come a sempre fatto grazie ancora del consiglio

  29. Arcobaleno ha detto:

    Cara Geambasu alexandra,e’ naturale che tu sia arrabbiata e impaurita; sei mamma da poco, e magari immaginavi di vivere serenamente con tua mamma questa gioia! Vedrai, piano piano subentra l’accettazione, e prima accade e prima stiamo meglio noi stessi. Questa piccola creatura sara’ una spinta per te, affinche’ tu sia forte, ed una gioia e un motivo per reagire, per tua mamma.Stalle vicino con il tuo amore di figlia e non ti preoccupare se piange qualche volta; e’ uno sfogo! Sono convinta che la sua preoccupazione maggiore e’ far star serena te,che da poco sei mamma. Non spaventarti del suo pregare che ti puo’ sembrare eccessivo, ma a lei e’ di aiuto. La vita e’ un mistero e un’incognita per tutti purtroppo, ma vedrai che dopo il disorientamento iniziale tua mamma e tu sarete piu’ serene . Non pensare troppo a cosa potrebbe succedere un domani, a cosa accadra’, ecc…..Vivi il presente, il sorriso e i bacetti del tuo piccolo, saranno la tua forza! Scrivi quando ti senti, ti fara’ bene! Un abbraccio da Arcobaleno-AnnaRosa

  30. Camden ha detto:

    Cara Alexandra, fatti coraggio, oggi molte forme di cancro se prese in tempo si riescono a superare, e io spero tanto dal profondo del cuore che tua madre rientri in questi casi,
    Adesso il momento è duro, perché la malattia è stata diagnosticata da poco e all’inizio sentire parlare di cancro per una persona cara è un colpo molto duro. Ma questo non vuol dire abbandonare le speranze. Bisogna invece raccogliere le idee e cercare di reagire nel modo giusto. Ci saranno momenti duri, spesso le cure lo sono, ma non bisogna perdere la speranza.
    Posso consigliarti di cercare di starle vicino e di non disperare, ma di cercare invece di essere forte il più possibile per lei.
    Per il discorso sul quale ti stai concentrando, sono d’accordo con Bianca. Non è giusto rimuginare sul fatto che è stata colpita dalla malattia come se fosse una punizione divina. Il cancro purtroppo capita a tutti, bambini compresi, e non guarda in faccia a nessuno. Ma non si può e non si deve pensare che capiti solo a chi ha fatto del male agli altri, perché non è così.. colpisce indistintamente. E’ il destino, un destino che nessuno vorrebbe incontrare, ma spesso purtroppo accade nostro malgrado. Di certo non è una punizione per qualcosa.
    In bocca al lupo per tutto!

    • geambasu alexandra ha detto:

      grazie a tutti siete delle persone meravigliose avete sempre una parola di conforto x chiunque quello che fate e stupendo purtroppo sono un po in un momento cosi e anche che lirronia della sorte a voluto che mia madre soffrisse della stessa malattia di cui e morta sua mamma mia nonna e comunque con laiuto di dio sono forte non o versato lacrime davanti a nessuno ma anzi mi sono convinta che andra bene che dio non miabbandona fincche ho fede e quando guardo mio figlio mi rassereno ogni volta che qualche dolore cerca di prendere il sopravento nel mio cuore scusate ho tante cose da dire e questa pietra sul cuore mi schiaccia etrovo conforto nel parlare con voi per andare avanti …..siete davero grandi chi a fatto il blog e daiuto tanto anche se non ci conosciamo sapete che penso che dio ci a dato un dono meraviglioso ed e quello di amarci nel bisogno e aiutarci tante volte non ci accorgiamo diquelle piccole cose che facciamo x glialtri quanto sono importanti fincche non ci capita qualcosa di male lo stesso con la fede molti non credono ma comunque diventano credenti quando sono in dificolta sapete xerche dico questo xerche davanti dio nessunmale puo sconfiggerlo e io faro cosi….

  31. diana de vita ha detto:

    Ciao sono Diana ho 42 anni il mio papà ha un cancro al peritoneo . Gli è stato diagnosticato il 23 marzo di quest’anno ,purtroppo è in stato avanzato anche se non vi è la presenza del tumore primitivo quindi è partito proprio dal peritoneo e non ha ancora intaccato gli organi interni . Ha già cominciato la chemioterapia e gli effetti collaterali piano piano se li sta GUSTANDO tutti non mangia quasi niente è tutto pelle e ossa quando lo abbraccio mi sento morire. Mia mamma è più forte di quello che credevo ma anche lei comincia a sentirsi inutile non sa più come stargli vicino e ha paura di assillarlo con la continua offerta di cibo che lui non riesce a buttare giù.Non sappiamo se insistere o comunque assecondarlo poverino! Era una roccia d’uomo con due belle spalle robuste adesso è uno scricciolino con due occhioni impauriti sempre lucidi che sembra che ti chiedano “Ma ne vale la pena stare così male?” Io ho paura di non riuscire a fargli capire quanto bene gli voglio e come starei male se lui non ci fosse più.

    • Arcobaleno ha detto:

      Non dovete sentirvi inutili!! Amatelo semplicemente. ….Lo sappiamo…..la sofferenza Diana, e’ difficile! Per chi la vive in prima persona e per i familiari cari……Ma Il tuo papa’, lo comprende anche senza parole, l’amore della tua mamma e il tuo! “Vale la pena stare cosi’ male”, chiedi ?? Ognuno potrebbe darti una risposta diversa…..Per me, vale la pena! Vale la pena lottare, reagire, vivere! La risposta ALLA TUA DOMANDA, la trovi nel libro di Anna Lisa…..TOGLIETEMI TUTTO,MA NON IL SORRISO! Un abbraccio da AnnaRosa

    • geambasu alexandra ha detto:

      ooo diana quanto ti capisco anchio con mia madre avevo tante paure e pensieri apena scoperta la malattia ma secondo me la cosa giusta da fare e starli piu vicino possibile e anche se non te lo dice fidati che lamore lo sente di sicuro pensa a trovarti un punto di forza e parlane con tutti se te la senti non tenerti dentro cerca un modo che potrai sfogarti e starai megio cosi ho fatto io e poi sono riuscita dopo tanti ostacoli che ho superato insieme a lei ok ci saranno momenti difficili ma mai arrenderti che se sei forte vedrai che insieme uniti sara piu facile andare avanti vedi mia madre a il cancro allutero e allinizio ho passato dei momenti difficilissimi e avevo tanta rabbia e paura con la chemio e radioterapia stava male sempre e soffriva tanto che quando la portavo allospedale x farli togliere il dolore devo dire che si tornavo acasa che stava meglio ma come lei stava male io piangevo senza farmi vedere da lei e mi sono fatta coraggio sfogandomi x regere la situazione avendo anche un bimbo di cui occuparmi sono diventata fortee se sento bisogno mi sfogo e vado avanti in questo modo ho dato forza a mia madre e sono riuscita a dagli il sorriso finalmente incoraggiandola sempre e facendolicapire che qualssiasi cosa io ci sono non sara sola vedrai che col tempo si agiustera tutto in bocca il lupo

  32. antonella ha detto:

    salve complimenti per la pagina,, io vorrei chiedere se qualcuna mi puo rispondere,,,che tempo fa ho scoperto che un mio caro amico ha un cancro ,io vorrei stargli vicino ma anche fare le solite cose,, bere un caffe,, camminare ecc ma lui si e’ chiuso in se stesso, non vuole ne vedere ne sentire nessuno,, io so che non devo e non voglio abbandonarlo,, ma come mi comporto allora ? grazie ,,

    • Mia ha detto:

      Ciao Antonella,
      Non credo che esista un modo “giusto” per relazionarsi con un malato di cancro, perché ogni persona affronta la malattia a modo suo ed ha le proprie esigenze e difficoltà.
      Le cause dell’isolamento del tuo amico possono essere diverse, ma probabilmente sono tutte riconducibili alla paura: paura di non riuscire a condurre una vita normale, di avere bisogno di aiuto, di essere trattato da malato, di disturbare… E soprattutto la Paura, con la P maiuscola, di non guarire.
      Considera anche che fare “le solite cose” per lui potrebbe essere difficile o addirittura impossibile: gli effetti delle terapie a volte possono rendere impraticabili attività “normali” come bere un caffè o fare una passeggiata e proporre al tuo amico qualcosa che non è in grado di fare a causa della malattia lo farebbe soltanto sentire peggio.
      Potresti cercare di capire se puoi essergli vicina in altri modi, ad esempio accompagnarlo alle terapie oppure sbrigare qualche commissione per lui.
      Offrigli il tuo aiuto, possibilmente non con un generico “posso fare qualcosa per te?”, ma in modo concreto (“posso accompagnarti/aiutarti a fare la spesa/tagliare l’erba in giardino/portare a spasso il cane…?”), ma non offenderti se rifiuta.
      Rispetta le sue esigenze e le sue scelte, facendogli capire che in ogni caso ti troverà sempre pronta a stargli vicino.

  33. Arcobaleno ha detto:

    Cara Antonella, il tuo amico ha bisogno di tempo…….Tempo per capire, per accettare cio’ che gli sta accadendo….per piangere, per poter essere arrabbiato!!! Tu, sei li’, lui lo sa, ed anche se non te lo dice,sei una presenza positiva per lui! Una presenza….che deve accettare i suoi tempi!
    Come ti dice Mia,il problema adesso e’ La paura, LA PAURA di affrontare, di soffrire, di ammalarsi di nuovo! E’ LEI, che comanda le emozioni del tuo amico! Piano piano diventera’ sempre piu’ piccola…quasi invisibile……e lui riprendera’ fiducia nella vita! Potersti anche suggerirgli di leggere le esperienze di chi ha vissuto qualcosa di simile……di aprire addirittura un blog!! per me, fu una vera medicina!!!!! A volte, chi ha vissuto il “terremoto emotivo”…..causato da una diagnosi di cancro, puo’ comprenderci anche piu’ di un familiare. Un abbraccio da AnnaRosa-Arcobaleno

  34. Andrea ha detto:

    Ciao!
    Trovo davvero utili ed interessanti questi post, in quanto sento di condividere al massimo i problemi che vi vengono descritti. Anche io ho un problema del genere, con quella che è stata la mia ragazza per 5 anni.
    Inizialmente tutto sembrava andare bene, anche se lei soffriva sempre dei postumi di un trapianto di rene che ebbe quando era piccola, ma si trattava di problemi poi risolti.
    Avevamo una grande voglia di farci una famiglia e di mettere da parte le enormi difficoltà che abbiamo passato nella vita (non mi sto a dilungare, ma credetemi, ne abbiamo avute tante ed enormi, dall’emigrazione per lavoro alle malattie dei parenti ai problemi legali con gentaglia maledetta e criminale).
    Poi lei si è ammalata di cancro senza scoprirlo subito.
    Tutto è cominciato con i più svariati malesseri in diverse parti del corpo, associati alla comparsa di forme tumorali apparentemente non collegate fra loro: prima un lipoma ad un braccio, poi un fibroma uterino, poi uno alla cistifellea ed infine un altro all’ovaia.
    Ogni volta che le veniva asportato uno di questi (ha subito anche l’asportazione di un’ovaia) lei doveva passare un ciclo di chemioterapia susseguente, è la prassi per limitare l’insorgenza di nuovi tumori, così dicono i dottori.
    Invece i problemi continuavano ed aveva delle frequenti emorragie uterine, era sempre pallida, aveva sempre la febbre alta e i globuli bianchi elevatissimi.
    Così, a seguito di un particolare prelievo di midollo, scoprì di avere la leucemia.
    Io l’ho sempre amata e, dato che è giovane ed indigente, figlia unica e nessuno dei suoi familiari lavora (non è una cosa scontata in questi tempi di crisi) e non ha ancora preso la pensione di invalidità (per cui ha comunque ovviamente fatto la domanda) mi sono esposto economicamente per aiutarla a pagare i farmaci che servono da corollario alla chemioterapia (sapete meglio di me quanti siano, quanto costino e che non sono tutti mutuati).
    Non le ho mai fatto mancare il mio contatto, sia fisico (quando potevo, perchè fino a poco tempo fa lavoravo pure lontano) che emotivo, sia il mio sostegno psicologico che, come lei ha confermato tante volte, le ha dato il coraggio di combattere molte battaglie disperate.
    Abbiamo avuto tantissimi momenti di tensione enorme, io non l’ho lasciata, non volevo ed anche quando ci ho provato capisco che non ce la farei ed i miei sentimenti sono sinceri, credetemi, ma spesso ora lei mi dice che non vuole più essere la mia palla al piede e che dovrei farmi una vita ed il nostro rapporto si sta lentamente trasformando da un amore ad un profondo rapporto fraterno (amicizia sarebbe una parola riduttiva).
    L’unica cosa che mi ha sempre aiutato e mi aiuta e mi aiuterà sempre è la mia fede.
    Ho sempre pregato per lei e continuo a farlo ed ormai ho capito che, come il Cireneo aiutò Gesù a portare la Croce, ma non finì in croce con lui, anche io forse devo pensare così, perchè cosa Dio abbia riservato a lei ed a me non lo so, ma se ha consentito che noi stessimo insieme per questo periodo della vita, un significato deve esserci.
    Due mesi fa ho saputo che il suo trapianto non è più necessario, perchè il midollo si sta ricostituendo da solo, lentamente ma lo sta facendo.
    Le insorgenze tumorali sono cessate e siamo consapevoli che la battaglia non è finita e non finirà probabilmente mai, bisognerà sempre tenere la guardia alta.
    Io rifletto sul fatto che, se fossi scappato tanto tempo fa appena saputo della sua malattia, avrei ucciso in lei una speranza che invece nel cristiano non solo non è l’ultima a morire, ma non muore mai.
    Io le voglio bene come non ho mai voluto a nessun altra, i momenti bruttissimi della sua vita hanno creato un fortissimo legame empatico e continuerò a sentirla e ad aiutarla economicamente finchè non prenderà la pensione, ma se adesso lei mi dice così come mi dovrei comportare?
    In questo la preghiera costante mi aiuta e Dio è il più grande amico per mantenere la mia coscienza libera dal rischio che l’amore per lei ora diventi un’ossessione che sarebbe soffocante e per me invalidante sentimentalmente.
    La Sua vicinanza non mi ha mai fatto sentire solo anche quando tutto sembrava perduto.
    Volevo dare testimonianza, con questo lungo post, che bisogna essere sinceramente umani nella vicinanza ad una persona malata di cancro a cui si vuole bene.
    Umani fino alla debolezza ma senza vergona, perchè in ogni umanità c’è una scintilla divina e lì dentro è nascosta una speranza che non muore mai.

    • mamiga72 ha detto:

      Grazie Andrea, il tuo racconto è meraviglioso nella sua umanità e nella sua semplicità. E’ un dono anche per me, per noi penso. Sai cos’è, quando ci ammaliamo – quando mi sono ammalata, anch’io sono arrivata al punto di pensare che mio marito stesse con me solo per compassione, perchè vedevo i suoi enormi sforzi per mandare avanti la famiglia (nostro figlio in particolare) nonostante la tragedia della malattia, e i suoi enormi problemi. Guardavo a lui pensando che mi vedesse come una macchina rotta, una palla al piede da tenere legata in nome di un vincolo matrimoniale stipulato anni prima, una delusione della vita, e che tutte le attenzioni che mi rivolgeva fossero dettate dalla pietà. E ho sofferto per lui. Non sono riuscita a materializzare nella mia mente il fatto che l’Amore è anche questo, prendersi cura della persona amata proprio quando il nero è più nero del nero, se non nel momento in cui io mi sono ristabilita e lui è ceduto su altri fronti. Allora ho compreso.
      Credo che sia un cammino, sai? Un cammino per chi ci sta vicino e un cammino per noi malate, c’è chi impiega giorni, chi settimane, chi mesi, chi non ci arriva mai, e cede prima. La malattia offusca la razionalità, non ci permette sempre di guardare alle cose per quello che sono, e cambia il nostro modo di percepire la vita e le emozioni. A volte ci chiudiamo nel silenzio della nostra sofferenza, altre urliamo al mondo il nostro bisogno di sentirci capite e confortate. Non c’è una regola, ci sono tante persone e tanti modi diversi di viverla. Ma penso che in un momento di lucidità, quando la bufera sarà passata, allora quello che è vero e solido sarà talmente chiaro che sarà impossibile non riconoscerlo, e allora anche la ragazza che ami avrà chiaro dentro di sè il da farsi, in un senso o nell’altro, nei tuoi confronti.
      Un abbraccio.

  35. Igino ha detto:

    Ciao,
    ho letto quasi tutto e mi sono dovuto alzare più volte per andare ad asciugarmi le lacrime dalle emozioni che mi avete comunicato con i vostri post.
    Sono arrivato a voi perché andrò a trovare un parente a cui voglio molto bene, che è malato di tumore e mi chiedevo appunto come fare a domare tutte le mie emozioni e le mie inadeguatezze di fronte ad una cosa del genere, mi sento inutile, ho paura di dire cose fuori luogo o di apparire intristito o per reazione troppo allegro o su di giri…sono molto emotivo, riesco fin troppo a mettermi nei panni degli altri e proprio per questo delle volte vado in corto circuito….la paura di tutto questo mi ha fatto sfiorare l’idea…per un attimo…di eclissarmi…sono confuso, arrabbiato…ma andrò sperando di essere il più normale possibile e pensando ad alcune delle vostre bellissime parole….

    • Camden ha detto:

      Che bel messaggio Igino, grazie. Io ti direi di cercare di essere te stesso, come hai scritto tu, cercando di essere il più normale possibile. Molto meglio così che eclissarsi, cosa che fa soffrire chi si è ammalato, perché poi uno comincia a farsi strani pensieri:

      Perché mi evitano? Perché di me non importa più a nessuno? Il cancro non è contagioso, ecc…

      Molto meglio presentarsi e fornire il proprio sostegno e affetto. Aiuta molto…

  36. Carmen ha detto:

    Ciao sono Clo ed é dura , ma da anche un po’ sollievo ,sapere che tanti come te non sanno come affrontare questa malattia.
    In famiglia abbiamo saputo da circa un mese che mia suocera ha un carcinoma mammario scoperto troppo tardi perché i medici non se ne sono accorti. Ci é crollato il mondo addosso, un mese sembra durato un’eternita e fino a quando é stata qui potevi parlarci, affrontarla e guardaroba negli occhi. Da circa 4 giorni é andata in un centro oncologico con il mio ragazzo ed il marito ed in questo entrò lei ha saputo tutto ciò che ha e cosa deve affrontare. Era già un po’ depressa ma da quando ha saputo, un mese fa, di questa malattia non ha mai pensato positivamente, anzi il centro oncologico ha sostenuto che una cura c’é ma lei non lo accetta, é convinta di avere poco tempo ancora da vivere e ci affida i suoi figli, la sua casa, il marito, insomma lei gia guarda oltre la malattia e questo ti distrugge quando le parli.Questa mattina le ho parlato al telefono e sono stata un po’ dura con lei, le ho detto che deve essere altruista e che deve combattere, lo deve fare non solo per lei ma anche per chi le sta accanto e che se c’é un minimo di percentuale positiva che si possa guarire lei deve aggrappar si a questo e n pensare solo al peggio, ma non ci ascolta e anzi più le diciamo di reagire più lei ci manda a quel paese. Mi sento in colpa per come l’ho trattata questa mattina, ma il non voglio che si arrenda, voglio che lotti prima di tutto perché é giovane e poi perché tutti le volgiamo bene e abbiamo bisogno di lei.
    Scusate lo sfogo ma penso che io possiate capirmi e aiutarmi a capire se il mio comportamento con lei non le é stato di aiuto, anzi peggio.
    Grazie a tutti

  37. Arcobaleno ha detto:

    Carmen, tua suocera ha bisogno di tempo! Di tempo per capire…..cio’ che le sta accadendo! di tempo per lasciar sfogare la sua rabbia, la sua paura! Il vostro affetto la aiutera’ di sicuro! Non sentirti in colpa! Non esistono indicazioni giuste e ideali , per rapportarsi con un malato di cancro! Ognuno ha il suo carattere, il suo modo di ragire, talvolta imprevedibile! Vedrai! Lentamente, tua suocera ritrovera’ un nuovo equilibrio,dopo questo “terremoto emotivo”, che vi sta sconvolgendo la vita. Una diagnosi di tumore difatti, coinvolge tutti i familiari! Lentamente, tornera’ la serenita’!!!! Un abbraccio da AnnaRosa

  38. Carmen ha detto:

    Ciao AnnaRosa, ti ringrazio per la tua risposta rapida e ricca di affetto.
    E ti ringrazio , ringrazio tutte le persone di questo sito perché siete gli unici che capite cosa passa nella mente di una persona malata di cancro e aiutate noi ad aiutarli!!! Mi auguro solo che anche se ci vorrà tempo lei trovi un suo equilibrio, come dici tu e ritrovi la sua serenità e la forza per lottare contro questa cattiva malattia.vorrei solo che questo tempo sia rapido perché lei sta male fisicamente e psicologicamente e tu ti senti impotente perché nn puoi fare nulla per eliminare questo male ma solo aiutarla a conviverci.
    Martedì abbiamo i risultati della biopsia e del R2 per cominciare poi le chemio giovedì. Speriamo in bene, attendiamo na notizia positiva dopo tante negative.
    Grazie ancora, vi tengo aggiornati.
    Carmen

  39. Carmen ha detto:

    Ciao a tutti come vi ho detto in precedenza abbiamo ricevuto giovedì i risultati della pet/tac e nn é uscita proprio bene, il tumore ha metastasi e bisogna fare le chemio perché nn é operabile, a tutto ciò poi si é aggiunto che Her2 é risultato negativo, quindi nessuna cura ormonale, né radioterapia.
    Ma la cosa che ci distrugge di più é il suo abbattimento psicologico. É convinta di non guarire, di avere poco più di 6/8 mesi di vita e che i dottori così come noi le mentiamo dicendo le che c’é un cura anche se il percorso è lungo. Ti distrugge fisicamente e psicologicamente, perché dopo quei pochi momenti della giornata in cui sei forte e non sei distruttivo e cerchi in tutti i modi di contrastare questo suo stato d’animo pessimista, e ci riesci per dieci minuti a farla stare meglio, dopo cala di nuovo l’oblio. Ha paura di tutto, di andare in auto, di camminare da sola, dei suoi gatti, ha paura di fare qualunque cosa. Noi in famiglia sappiamo che a livello oncologico é dura ma i medici ci hanno dato speranza e noi ci aggrappiamo a tutto, ma la nostra paura é che lunedì ha la chemio e se già da adesso spreca tutte le sue energie poi non c’è la farà a superare fisicamente i postumi della chemio. Scusate i se mi sfogò così tanto con voi, so che é solo un blog e non un monologo ma sento che voi mi capite e che mi potete aiutare ad aiutare mia suocera e a capire meglio il suo stato d’animo ma soprattutto, lei supererà questa fase distruttiva???
    Grazie sempre a tutti, chiedo ancora scusa se mi sono dilungata. Carmen

    • mamiga72 ha detto:

      Forse, Carmen, a tua suocera farebbe bene parlare di persona con qualcuno che ha avuto il cancro, l’ha affrontato e l’ha superato. Le persone di una certa generazione fanno fatica a credere che si possa uscirne bene, perchè chi ne è guarito cerca di dimenticare e non ne fa parola con nessuno, alle nostre mamme e alle nostre nonne è stato insegnato così. Perciò vengono a sapere solo di chi non ce l’ha fatta, e credono che non possa andare diversamente.
      Fossi in te proverei a chiedere nel reparto di oncologia se ci fosse questa possibilità, di solito lo psicologo di reparto conosce se c’è qualcuno disposto a raccontare la sua storia. Pensateci seriamente.

  40. maria grazia ha detto:

    Cara Carmen,ti racconto in breve la mia esperienza. A 42 mi hanno tolto l’utero per un tumore, a 52 anni una quadrantectomia per karcinoma maligno alla mammella sinistra e un ciclo di radioterapia , e dopo un’ anno mi sono operata alla colonna per un’ernia discale tutto questo l’ho superato con la fede ma le prove non finiscono mai .A luglio, a mia figlia che ha due bambini piccoli le hanno trovato un brutto karcinoma al seno e le hanno tolto la mammella e i cavi ascellari,adesso sta facendo la chemio ,poi farà la radio e le altre terapie del caso .Devo dirti la verità, all’inizio eravamo tutti confusi e non ci rendevamo conto della situazione, ( come madre non avrei voluto per nulla al mondo che mia figlia passasse quello che ho passato io) ma poi ci siamo svegliate dallo stordimento che crea la malattia e adesso stiamo affrontandola con coraggio. Lei si sta andando da una psicologa che l’aiuta nei momenti di abbattimento (quelli non mancano a nessuno ) ma devono essere solo momenti altrimenti la malattia ha la meglio su noi. Sapremo sconfiggere il male se riusciamo ad esternare ciò che proviamo parlando con persone che hanno vissuto la stessa esperienza , per essere aiutati ed aiutare gli altri .Per guarire abbiamo bisogno di tutte le nostre energie e con l’aiuto di Dio ce la possiamo fare Pregherò per tua suocera e per tutti voi che le state vicino.Che Dio ci benedica tutti Maria Grazia

  41. Carmen ha detto:

    Grazie mamiga e grazie Mariagrazia per il supporto e,l’aiuto che mi state dando in questo periodo non sapete quanto mi fa bene. Il problema attuale é che mia suocera ha fatto da 8 giorni la prima chemio. Devo dire che come sintomi non ha nulla a parte un po’ di diarrea, che penso sia normale, ma come sintomi mi aspettavo davvero di peggio. Il problema é che lei non crede nella cura che sta e che stiamo affrontando tutti e questa cosa la sta portando alla depressione più totale. Non sono momenti come dice Mariagrazia, sono giorni che é a letto e non si vuole alzare non si vuole lavare né vestire. Dice di no a tutto ciò che le proponiamo, non vuole nessuno e vuole tutti vicini allo stesso tempo, e noi abbiamo il timore che se non sarà la malattia a distruggerà sarà questa sua depressione. Già precedentemente a questa situazione era gravemente depressa e questa cosa ha peggiorato di gan lunga la situazione, é convinta di non uscirne e di non “riuscire a superare il fosso” come dice lei. Ma noi tutti speriamo che non appena faccia le altre e dopo il primo ciclo di 4 chemio ,non appena arrivino i risultati ,le cose cambino. Lei si rifiuta di parlare con altre persone che hanno la stessa malattia, dice che ha già i suoi problemi e nn vuole sentire anche quelli altrui, é dura ragazze e sinceramente non pensavo fosse così. Ammiro tutti e tutte voi che con forza andata avanti in questa dura battaglia!!!
    Solo quando é tornata dal centro é stata 2/3 giorni benissimo, dopo è iniziato l’abbattimento psicologico e ora nn ne vuole sapere di affrontare la cosa. Oggi abbiamo avuto il risultati delle prime analisi, ad esempio, e come già ci avevano accennato i valori sarebbero stati bassi. Sapete come ha reagito???? PANICO TOTALE. neanche lei fosse all’oscuro che una cosa del genere potesse accadere. Noi nn sappiamo che fare, la contrastiamo e stiamo male, l’assecondiamo e le facciamo più male che bene. Insomma siamo all’inizio di questo lunghissimo tragitto ed é già durissima. Ringrazio sempre tutti per lo spazio che mi concedete, ma siete il mio unico “sfogo”.
    Grazie mille di tutto
    Carmen

  42. lucia marilena ha detto:

    io sono una donna di 56 anni mi chiamo lucia ho un linfoma non hodicingchi sa qualcosa di questo tipo di tumore mi puo aiutare a saperne di piu grazie

  43. lucia marilena ha detto:

    comunque volevo dirvi che ho questa malattia da 2 hanni ho fatto chemio e non e servita poi la radio e sono in attesa di referto prego vivamente chiunque mi sapesse dare delle informazioni mi scriva al piu presto sono disperata grazie

  44. Silvana ha detto:

    Sono una moglie di un marito malato tumore : mio marito da quando ha scoperto di essere malato di tumore , per me e caduto il modo addosso, ho due figli che sanno tutto nonostante siano piccoli mio marito non ha più voluto saperne di me mi ha escluso non mi tocca più e non vuole più saperne di responsabilità di ogni genere !!!! Però mi vuole vicino !!!!! È quindi io mi devo sbrigare di ogni incarico gestionale della casa dei ragazzi scuola ,visite e tutto quello che comporta la famiglia !!! Compreso la mia attività negozio parrucchiera Io non sopporto questo modo di affrontare la malattia oltre a trattarmi male e molto scontroso ma solo con me !!! Io cercò di spronarlo e non mi faccio umiliare

  45. Arcobaleno ha detto:

    ……..Certo! Il rispetto reciproco e’ essenziale!!!!! Se ti puo’ essere di aiuto Silvana,ti diro’ come io l’ho vissurta in prima persona…..Impaurita per la diagnosi,mi aspettavo comprensione da mio marito, che reagiva invece aggredendomi verbalmente, rifiutandosi di scoltare le mie paure…come volesse prender distanza dalla SUA paura di perdermi! Ci stavamo allontanando…….E’ stata la psicoterapia di coppia a salvarci! a farci capire che le nostre paure vanno ascoltate!Accettate!Altrimenti usciran fuori egualmente, in modo sbagliato, ferendo chi ci sta vicino e ci ama! Certe diagnosi…..sconvolgono qualsiasi equilibrio! Ci vuole tempo……Un abbraccio a te, e a tuo marito!
    AnnaRosa

    • Andrea ha detto:

      Ciao! In base alla mia personale esperienza posso dirti che mi ha salvato la fede, che mi ha spinto a starle vicino quando era malata anche oltre i sentimenti e le circostanze. Non c’era un motivo particolare, non c’era più, non si trattava di semplice pena o empatia, ma nemmeno di un sentimento di amore come lo si potrebbe descrivere. So che forse potrei non essere capito, ma la mia esperienza è questa. Ma quando tutto intorno a me era caduto ho scoperto che solo Gesù Cristo era rimasto vicino a me e non se ne era andato mai. Scoprirlo non è stato facile. Sono passato anch’io dalla psicoterapia perché accettare simili circostanze è quanto di più duro un essere umano possa fare. Le sono stato vicino fin quando non è finita. Il suo cancro si è portato via anche le mie forze, le mie risorse (le ho pagato tutte le spese per le chemio, le operazioni e le visite in luoghi lontanissimi) e tutte le paure e le barriere che potevo frapporre fra me e lui. Tutte tranne una. Tuttavia per “finita” non intendo dire che il cancro se l’è portata via. Lei è guarita. Adesso io credo nei miracoli e so che la guarigione è cominciata da dentro di me, dal mio cuore, dai nostri cuori. Dio vuole bene a tutti noi e la fede è stata l’unica cosa che ci ha salvati e ci ha dato speranza anche quando Lei non ne aveva e io dovevo portare sulle mie spalle anche la sua croce. Adesso, se anche tu non credi e non vuoi chiamarlo Dio, sappi che c’è Qualcuno che ci ascolta e ci vuole bene oltre ogni nostro limite. Riponi nelle sue mani la tua fiducia e non abbandonare chi è malato in questi momenti, anche se la storia fosse finita. Poni l’unico limite nelle tue forze, ma sappi che in riponendo la sua fiducia in Lui saranno moltiplicate per 1000. Per me è stato così. Adesso la nostra storia è finita, ed è finito anche il suo cancro, ma so che starle vicino fino alla fine era quello che dovevo fare. Adesso stiamo meglio tutti e due. Questa vicenda mi ha insegnato che non bisogna mai temere la verità, bisogna starci anche quando è dolorosa, perché se nella vita è vero che tutto il dolore è verità, è altrettanto vero che non tutta la verità è dolore e la speranza non è l’ultima a morire. La Speranza non muore mai.

  46. est. ha detto:

    Io sono confusa.. Da quando è malata di cancro la mia compagna dice di non amarmi che sta bene sola che si vedrà poi quando é guarita.. A volte si riavvicina e altre volte diventa di ghiaccio. Non so che fare probabilmente non mi ama ma non vorrei che si sentisse sola.. Non so se vuole star sola o é la malattia che la porta a distaccarsi e cercare se stessa..

  47. Arcobaleno ha detto:

    Vedi…il cancro, non e’ una malattia semplice come un influenza….E’ un terremoto emotivo che sconvolge tutti gli equilibri! Dopo…..con calma si ricostruisce, ma tutto non e’ mai piu’ come prima.
    E’ difficile vivere, consapevoli di esser malati di cancro…. ma sicuramente lo e’, anche per chi ci vuol bene! Se tu ami questa persona, stalle vicino!!! ascolta i suoi silenzi….che sono piu’ eloquenti di cio’ che puo’ dirti! Non ci sono regole, ognuno reagisce in una maniera diversa; forse lei tende ad allontanarti, per paura di sacrificarti e magari si comporta cosi’ proprio perche’ ti ama!
    Informatevi;spesso gli oncologi offrono anche un aiuto psicologico, rivolto alla persona ammalata e se lo desidera, anche al patner! In questi casi, e’ importante farsi aiutare a capire, a capirsi! Per me e’ stato essenziale! Un abbraccio a te e alla tua compagna, da AnnaRosa.

    • elena ha detto:

      comprendo bene ciò che hai scritto e condivido.. ma mi è impossibile vederla e sentirla, mi ha negato ogni possibilità imponendo scelte come se io non esistessi. so che ha bisogno di ritrovarsi e ricostruirsi.. ma perchè schiacciare chi ti ama? posso solo sperare che un giorno cambierà.. so bene che ognuno è fatto a suo modo.. reagisce a suo modo.. ha i suoi tempi.. ma il rispetto dov’è?? vorrei solo mi parlasse come hai fatto tu ora.. che cercasse di farmi capire non escludendomi a priori perchè tanto non posso capire visto che non passo quel che passa lei.. E’ come se difronte avessi una persona con due personalità.. una estremamente buona e l’altra estremamente egoista..(credo che la parte egoista sia l’istinto di sopravvivenza e quella buona i sentimenti..l’animo..) i suoi silenzi dicono una cosa.. le sue parole un’ altra.. Personalmente ho seguito un percorso di psicoterapia che mi ha aiutato molto.. ho compreso la paura della perdita.. il dispiacere nel sapere che chi ami stia soffrendo.. e come questo mi ha fatto reagire e mi ha cambiato.. mi piacerebbe affrontarlo con lei… Io posso fare tutto.. ma da sola non si va da nessuna parte.. lei ha scelto la sua strada ed io ora non ne faccio parte..grazie per aver risposto, sei stata molto gentile!! 🙂 un abbraccio a te.. 🙂

      • Arcobaleno ha detto:

        In ognuno di noi, c’e’ luce ed ombra….lati belli e meno belli del nostro carattere.A volte neanche noi stessi, possiamo prevedere o immaginare, come reagiremmo di fronte a situazioni impreviste, sconvolgenti! e il cancro lo e’…Spazza via ogni equilibrio, e richiede tempo….Tu dici:-Lei ha scelto la sua strada! Di certo c’e’, che le scelte fatte in momenti di rabbia, di delusione, di sconforto, non sono mai scelte lucide, vere, che ci rappresentano, poiche’ sono condizionate dalla paura ( la paura di non farcela, la paura di far soffrire chi ci ama ).Ciao, Elena.

      • elena ha detto:

        E’ quello che le ho detto io.. ma più le parlo più comprendo che non serve dire nulla è lei che sta vivendo e sperimentando sulla sua pelle.. posso solo aspettare e lasciarla essere 🙂 io volevo solo esserle di appoggio e sostenerla nei momenti duri.. solo questo 🙂 grazie perchè cerchi di farmi vedere il suo punto di vista:)

  48. bli ha detto:

    Buonasera sono arrivata a leggere questo tuo pensiero per fare un confronto tra quello che dovrebbero fare le persone che mi stanno vicino e quello che fanno veramente … Io sono una ragazza di 19 anni e quando ho scoperto di avere un tumore mi è crollato il mondo addosso ma contavo comunque sulla aiuto di amici oltre che dei parenti ma ho capito che gli amici non possono capire la situazione … Nella condizione in cui mi trovavo mi hanno tutti abbandonata dandomi solo della bugiarda usando come scusa ” chi fa la chemio non ha le sopracciglia e le tue ci sono ancora quasi tutte” allora li capisci di quanto l uomo possa essere insensibile e cattivo iniziando a giudicati per gli unici due peletti CH ti trovi sul corpo e lasciandoti affrontare situazioni che sai di poter superare anche da sola ma intanto dentro di te muori perché ogni volta che sei in classe a seguire una fottuta lezione , la gente ti guarda e ti dice bugiarda con quale faccia continui a fingere e continui a cercarci .ma alla fine tu stai zitto e ti porti tutto dentro perché alla fine la parola in questi casi non conta … Io dico a tutti voi che avete amici malati di cancro di non abbandonarli e di non dubitare mai in loro perché quando una persona è malata a volte può avere atteggiamenti ambigui ma soprattutto prima di giudicare ed improvvisarvi oncologi pensate al fatto che davanti a voi avete un amico che per voi ha sempre fatto di tutto e che ora ha solo bisogno della vostra presenza e un sorriso nei giorni meno felici ….
    Chiedo scusa a tutti per questo messaggio di sfogo ma finalmente posso esternare il dolore in forma anonima senza essere attaccata dalle persone che più mi rendevano felice e per cui avrei fatto di tutto se fossero state nella mia situazione!

    • mamiga72 ha detto:

      Cara Bli,
      hai fatto bene a sfogarti se questo ti fa stare meglio. Non voglio mettermi in cattedra, ma penso che l’atteggiamento dei tuoi compagni sia dovuto essenzialmente alla loro giovane età: a 19 anni tutto si ha per la testa fuorchè le malattie, tutto si cerca fuorchè delle spiegazioni valide a cose dolorose, si tende a farle scivolare via liquidandole con luoghi comuni per togliersi il pensiero di dosso. Si ha altro da fare. Come è giusto che sia.
      A meno che, come a te e come purtroppo a tanti altri ragazzi giovani, la vita non ti metta davanti alla realtà della malattia, e la Malattia con la M maiuscola, senza possibilità di scegliere se pensarci adesso o rinviare a che ne so, il 2040. E allora TU sei in ballo, TU parli con gli oncologi, TU ti pippi le flebo periodiche, TU ti informi, TU sai che l’effetto collaterale più evidente è la perdita dei capelli e TU sai che comunque evidente non è sinonimo di più pesante, ma TU sai anche che non tutte le chemio e non a tutti danno alopecia. Io l’ho avuta, per esempio, ma qualche capello mi era rimasto, oltre ad un paio di ciglia, le sopracciglia sparite totalmente. Mia madre era completamente calva invece, ma le sopracciglia le aveva. E abbiamo fatto terapie simili. Queste sono cose che i tuoi compagni non possono sapere, e probabilmente – come è normale che sia – preferiscono cercare su internet cosa propongono le mode del momento piuttosto che informarsi sulle terapie che tu racconti loro di fare e di cui hanno solo sentito parlare a spanne. A 19 anni non può essere diverso. Tranne che per te e per chi si trova nella tua situazione. Tanti, tantissimi giovani.

      Io credo, Bli, che la vita ti stia portando a crescere un pelo più in fretta dei tuoi compagni di scuola. E’ così, non ci si può fare nulla, è una cosa che non si può cambiare. E allora, penso, o parli con un insegnante di cui ti puoi fidare e fai spiegare a lui/lei a tutta la classe cosa siano le chemio (e lì mi dispiace ma sarebbero obbligati ad ascoltare, dato che è un’età in cui vuoi o non vuoi è ora di svegliarsi – a mio parere – e imparare che non sempre le cose succedono agli altri ma possono capitare a chiunque, loro compresi, e mettere la testa sotto alla sabbia non migliora le probabilità che accada, anche se non ce lo augureremmo assolutamente), oppure fai come la maggior parte di noi: scegli. Scegli gli amici, che in queste situazioni si rivelano per quello che sono o non sono, rendendo la cernita bella che veloce (anche se non meno dolorosa). Li conterai sulle dita di una mano? Meglio pochi ma eccellenti. Fidati.

      Scusa il papiro. Ti auguro tutto il bene che esiste, con tutto il cuore. E facci sapere.
      Sara

  49. fra ha detto:

    noi una settimana prima del mio matrimonio abbiamo scoperto che mia madre aveva il cancro ed hanno inizato subito la chemio … sono tornata dal viaggio di nozze e l ho trovata senza capelli e credetemi ha tre giorni che piango ma davanti a lei cerco di fare la forte anche se dentro muoio!!! ho l ansia quando devo vederla non so come reagire … l ho lasciata con i capelli lunghissimi e adesso vederla cosi mi ha fatto demoralizzare troppo e la persona forte che e’ sempre stata dentro di me non riesce ad uscire fuori!! come devo fare a farmi passare qst cosa? e cercare di viverla piu’ tranquillamente possibile soprattutto x darle il giusto affetto e supporto??

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