Progressi

Mi sto riprendendo, stavolta, alla velocità della luce.
Ho fatto le medicazioni necessarie.
Sono stata siringata di siero un paio di volte.
Lunedì scorso ho tolto i punti. Ne ho contati undici.
Non ho dolore, solo un leggero fastidio di quando in quando. Una specie di prurito. Sono i tessuti che si rimarginano.
Da circa tre giorni sono senza cerotto, e ho potuto riprendere ad usare la doccia per lavarmi.
Solo ieri ho avuto il coraggio di guardarmi. E di toccarmi.
Non è il dramma che credevo. Ci ho sprecato sopra, davanti allo specchio, un paio di lacrime. Due, non di più. Il minimo sindacale.  Anzi, senza espansore mi giro meglio nel letto, non c’è più quel “coso” che si spostava e mi dava la sensazione (ingiustificata) di dovermelo trovare da un momento all’altro piantato sullo sterno o rivolto verso la gola.
Ho buttato il puntatore magnetico. Nella mia smania di riciclare l’improbabile ci ho pensato un po’ prima di destinarlo alla differenziata, ma non mi è venuto in mente niente per quell’oggetto dalla forma così strana. Non sono riuscita nemmeno a togliere il magnete pendulo dal supportino, perciò via.
Sto ancora aspettando la protesi definitiva. Il chirurgo non sapeva, o non ricordava, che c’è una pratica burocratica da fare per averla, e che in questa regione dura una ventina di giorni. Nel frattempo mi sono ingegnata con una retina elastica, dell’ovatta e un fazzoletto di cotone. Dal di fuori, quando indosso i miei vestiti, nessuno direbbe che mi manca un seno.
L’istologico deve ancora arrivare, ma siamo nei tempi. Sono passate solo due settimane dal giro in chirurgia.

Ho la testa ricoperta di capelli, e le gambe e le ascelle di nuovo ricoperte di peli (anche se sull’ascella operata ce ne sono molti meno, come è normale). Dei secondi farei volentieri a meno, i primi mi fanno obbrobrio. Troppo corti per potergli dare una forma, troppo lunghi per ricoprirli con un foulard senza che si intraveda qualcosa. Il più delle volte giro senza nulla in testa, anche perchè fa un caldo per cui il foulard è gradevole quanto lo è il casco ad aria calda delle parrucchiere. Ma quando vado in luoghi molto affollati di gente che non conosco (tipo il super, per capirci) o dove so esserci l’aria condizionata, copro. Non mi piaccio così, non c’è niente da fare, aspetto che crescano e che siano adatti al lavoro della parrucchiera per poter dire “adesso si, via tutto”.
E per i sostenitori della tesi “prima della chemio dritti e neri, dopo la chemio ricci e biondi”, vi informo che no, mi sta accadendo la stessa cosa di otto anni fa: stanno tornando dritti come fusi tali e quali a prima.  Ma con tutto il grigiore acquisito negli ultimi otto anni.

Domani vado ad acquistare, finalmente, di nuovo una tinta per capelli. E piano piano, a forza di allungare i tempi delle mie corse in bicicletta quasi quotidiane, spero che se ne vadano assieme al grigiore anche la valanga di attacchi d’ansia che continuano a perseguitarmi dallo scorso settembre. Anche se so che per quelli non basteranno i 30 minuti di posa della tinta.

Il post originale qui

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Una risposta a Progressi

  1. fulvialuna1 ha detto:

    I miei quando sono rinati erano rossi, li ho tagliati 3 volte a zero prima di farli ricrescere come erano.

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