Papà

Mio papà è la persona più generosa che io conosca. Quando non avevo neanche dieci anni conobbe un ragazzo che “frequentava” il suo negozio di macelleria; un ragazzo napoletano un po’ ritardato chiamato “Maradona”. Lui gli affidava delle commissioni da fare in cambio di qualche soldo e diverse volte lo portò a casa a cena. Ero piccolo, non so dove o come vivesse questo ragazzo ma so per certo che, quando poteva, mio padre gli regalava del cibo.

Un suo vecchio amico diceva che non si poteva fargli un favore. Diceva così perché mio papà ricambiava quasi immediatamente, cosa che fa anche tuttora. Non lo fa per non essere in debito con qualcuno, per pareggiare i conti appena possibile. Lo fa perché gli fa piacere farlo.

E’ una delle persone che più ammiro. Quando mi ammalai la prima volta mia mamma reagì come un leone aiutando tutti, lui no. Lui è diverso. Si trovò a fare i conti contemporaneamente con un negozio che non andava bene (avrebbe chiuso poco dopo infatti). Questi problemi lo portarono ad alzare un po’ troppo il gomito, cosa per altro frequente tra i macellai. Non era un alcolizzato, però gli piaceva un po’ troppo bere. Dopo un esame di controllo la nostra dottoressa gli “consigliò” di smettere di bere e lui smise immediatamente. Solo qualche birretta alla domenica ed un bicchiere di spumante a Natale. Non ho una conoscenza diretta del problema, posso dire però che generalmente si sente di gente che diventa schiava dell’alcool, che fatica a smettere nonostante ci provi con tutte le forze. Mio papà ci riuscì in un giorno; per amore mio e di mia mamma e per amor suo anche.

E’ completamente disinteressato alle cose materiali. Non gli interessa niente avere una televisione nuova, cinque paia di scarpe (solitamente mette quelle che io non metto più…) o una bella macchina. Questo è un grande pregio.

Non è perfetto però, non potrebbe esserlo! E’ una persona molto chiusa e introversa che fatica a dire quello che pensa e ad esprimere i propri sentimenti ma devo dire che nel corso degli anni è migliorato molto in questo aspetto. Spesso è anche un po’ scorbutico (lo sono anch’io del resto). Per questi motivi non siamo mai riusciti ad avere un rapporto molto profondo come vorremmo; io così aperto e sincero, lui così chiuso.

Durante gli ultimi dodici mesi non mi è stato vicino psicologicamente come mia mamma. Non avrebbe potuto, lui è diverso. Mi ha dato tutto quello che poteva. Mi portava bevande e cibarie in ospedale, andava a prendermi la pizza alla sera e tante altre piccole cose.

La cosa che più mi ha fatto felice negli ultimi dodici mesi è stato riuscire a dirgli che gli voglio bene. A mia mamma lo dico spesso, a lui ero riuscito solo a scriverlo. Capitò quando arrivarono gli esiti di un esame che escludeva delle complicazioni gravi della malattia. Ci abbracciammo piangendo di gioia tutti e tre e glielo dissi.

Recentemente mi ha fatto molto piacere quando, dopo aver letto i miei primi post, mi ha abbracciato. Purtroppo mi ha preso alla sprovvista e ho reagito con freddezza: scusa papà!

Ti voglio bene per quello che sei e non ti cambierei con nessun altro.

Qui il link al post originale.

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