Fragilità

Sabato mi sono scoperta inaspettatamente fragile, per un episodio banale.
Ero al supermercato e una promoter mi ha offerto un flaconcino di fermenti lattici, aprendomelo davanti.
Io non potevo assaggiarlo in quel momento, perché la mia alimentazione mattutina è un sapiente incastro di orari e di cibi costruito su misura a seconda delle mie esperienze sulle nausee e sugli effetti di eccesso di zuccheri e di latticini.

Così ho risposto: “No grazie, non posso berlo”.
La tizia mi ha guardato sorpresa e mi ha detto: “No?? Come mai?”
Non volevo dirle che non ho più lo stomaco, mi sono inventata un’allergia ai latticini.
E lei, tosta, “Ma ho visto che guardava gli yogurt.”
Come spiegarle che riesco a mangiarli a seconda degli orari?
Le ho detto “Sì, ma non erano per me.”

Stranamente questo insignificante episodio mi ha fatta sentire male dentro, non è facile spiegare alle persone che non ho più lo stomaco e poi non volevo dirlo ad un’estranea.

Ma quando ho cambiato reparto…avevo le lacrime agli occhi.
Forse perche mi ha fatta pensare al mio problema troppo bruscamente. Forse perché in quel momento mi sono sentita davvero fragile. Ma non avere più lo stomaco per un tumore non è una colpa.
Casomai è fonte di gioia essere ancora vivi.
Tuttavia non lo ritengo un argomento da supermercato.
Mi sono asciugata gli occhi e sono rientrata in me, anche pensando alla forza che mi dà il mio blog…e i vostri commenti.

Il post originale qui
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2 risposte a Fragilità

  1. nonsonostoica ha detto:

    A me è successa una cosa simile al centro analisi vicino a casa. Non sto facendo la chemio da 10 mesi, ma i miei leucociti sono ancora molto bassi , in più non posso stare troppo in piedi perché la malattia era nella gamba e ho subito parecchie operazioni che ne hanno compromesso la funzionalità. Ecco che ho pensato di prendere il numero riservato a chi ha priorità e, giunto il mio turno la signorina mi chiede con quale diritto avessi fatto questa scelta, da notare che sono zoppa, che sulla ricetta è segnata l’esenzione 048 malattie oncologiche e che erano palesemente esami di controllo. Io non sono riuscita a rispondere, la segretaria ha continuato a chiedermi quale fosse il motivo per il quale mi ero arrogata il diritto di passare davanti a tutti, ma io ho continuato a tacere, ho ripreso la ricetta e me ne sono andata con le lacrime agli occhi.
    Mi sono sentita umiliata e impotente e ora mi mangio le mani per non aver risposto come avrei dovuto.

    • Camden ha detto:

      Cara nonsonostoica è davvero brutto quando ci colgono con questi atteggiamenti arroganti nei momenti in cui siamo più fragili. Anche a me capita di rimuginare e di dispiacermi poi per non aver risposto a tono in queste occasioni.

      La segretaria del centro analisi è stata maleducata e scorretta, prima di inveire si cerca almeno di capire se la persona che si ha davanti è in un momento di difficoltà.

      Cerca solo di non pensarci troppo, ormai questa cosa è andata, ma credo che esperienze così ci aiutino a capire come dobbiamo reagire nel caso si ripropongano ( e spero di no!)

      Un in bocca al lupo per tutto!

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