Si parte

Sono a letto, sto cercando di meditare e calmare il battito del cuore.

Ma non è facile. Domani inizio le terapie.
Due farmaci nuovi e non so quali effetti avranno su di me. Certo, conosco i potenziali effetti collaterali ma come si sa ogni persona reagisce in modo diverso. E allora son qui, che cerco di mantener calmo il respiro, immaginando che andrà tutto per il meglio. Pensando che quando quel liquido scorrerà nelle mie vene sarà per il mio bene.
Nei giorni scorsi ho pensato molto, ho cercato di capire con quale spirito affrontare questa prova e in quale modo uscirne nel modo migliore.
Sono in tanti a immaginare le terapie come battaglie per vincere il cancro. Anch’io l’anno scorso sono stata raffigurata come una combattente (anzi un generale) e la definizione non mi ha infastidito.

Poi le cose sono cambiate, è difficile dire cosa sia scattato, ma mentre scrivevo questo mi sono resa conto che il sottotitolo “i miei buoni propositi per combattere il cancro” non risuonava bene alle mie orecchie, e ho deciso di cambiarlo in “i miei buoni propositi per vivere a lungo”.
Non è una differenza da poco. Le parole, si sa, sono importanti.
Le parole che usiamo creano la nostra realtà.

E quella che inizialmente è stata solo un’intuizione in questi giorni si è trasformata in un’idea più compiuta. L’immagine della battaglia mi evoca pensieri ed emozioni negative di rabbia, lotta, perdite, ferite, fatica. No, grazie, non è di questo che ora ho bisogno.

Adesso per me la metafora migliore è quella del viaggio.
Il viaggio mi evoca pensieri di avventura, di curiosità, anche di incertezza ma nel complesso emozioni positive.

Certo, in entrambe le metafore lo scopo è vivere a lungo e nel miglior modo possibile. Per me però nell’immagine della battaglia il premio è nel risultato ma l’esito è incerto, in quella del viaggio il premio è già nell’andare, nell’aver coraggio di fare i primi passi.

Il mio sarà un viaggio principalmente all’interno di me, per capire quello che finora ho tenuto nascosto non solo agli altri ma anche a me stessa. Sarà un viaggio in terre inesplorate, con momenti anche difficili, ma come tutti i viaggi porterà con sè anche meraviglie e conoscenze.
Voglio usare i prossimi mesi per crescere, la malattia può essere anche la spinta per leggere meglio quello che accade dentro noi stessi  quando siamo soli e quando siamo insieme ad altri.

Per questo viaggio, per vivere a lungo, rinnovo nuovamente le mie good intentions, ne avrò bisogno per affrontare l’avventura.
E allora io domani parto.
Parto per restare ferma e guardarmi dentro.

Qui il post originale

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19 risposte a Si parte

  1. Anna Giannelli ha detto:

    Io vivo con il signor c. da 13 anni e quasi me ne ero dimenticata, ma lui quest’anno dopo 13 anni normali, si è ricordato di me e così anche io dopo mesi di esami e visite la prossima settimana parto con la radioterapia e poi se ho ben capito con poche sedute ma potenti per le ossa. Dopo sempre se reggo partiamo con la chemio, allora ho fatto la rossa e la gialla + radioterapia al seno. Speriamo di essere ancora in forza, perchè da mesi prendo i calmanti per il dolore alle ossa e quindi il mio fegato è già incavolato. Allora facciamo la valigia, e partiamo, se possiamo avere ancora qualche anno buono, io di anni ne ho domani 63, quando mi sono ammalata al seno ne avevo solo 49, avevo una figlia che aveva appena partorito la sua 3^ bambina, l’altra figlia che era incinta di 3 mesi e la più piccola che oggi ne ha 25 ne aveva solo 12, questo mi ha dato la forza di sopportare tutte le terapie. Bisogna attaccarsi a qualcosa, oggi ho sette nipoti e la mia piccola non è ancora sposata, tengo duro per vedere il prossimo nipote. Coraggio la strada è lunga e difficile ma siamo in tante e sono più numerose coloro che ce l’hanno fatta. Grazie

    • wolkerina ha detto:

      Dici bene, Anna, bisogna attaccarsi a qualcosa, e i bimbi danno una forza enorme.
      Altrettanto importante è sapere di non essere sole, dà calore ed energia sapere che, anche se la strada è lunga e difficile ci sono delle compagne che ci accompagnano nel viaggio. E allora, forza che partiamo!

  2. Francesca ha detto:

    Non so se può aiutarvi ma quando facevo le chemio ciò che mi faceva resistere era il pensiero che presto sarebbe tutto finito,dovete puntare la meta e non pensare ad altro.(Io ho 27 anni il cancro al seno mi é stato diagnosticato a gennaio accompagnato da simpatiche metastasi allo sterno).Lo so non é facile ma dovete distogliere il pensiero dalla malattia appena potete dovete uscire anche se non vi va, se avete un giardino o un balcone occupatevi delle piante stare all’aria aperta mi faceva sentire meglio,oppure un pó di shopping,qualsiasi cosa che non sia eccessivamente faticoso ma che vi tenga impegnate.Se avete bisogno di qualsiasi cosa, di un consiglio o anche solo di due chiacchere io ci sono…vi lascio la mia mail: francesca.maietta@hotmail.it

    • Anna Giannelli ha detto:

      ma ora come stai? perchè a me le costole fanno male anche se prendo sempre ogni 6 ore tachidol, posso sperare nella radio o non funziona? mi dispiace tu sei molto più giovane di me, hai l’età delle mie figlie, ti auguro di guarire completamente e dimenticarti di questo brutto periodo. Anche io ci sono se vuoi scrivermi: annagiulia_a@libero.it – oppure sono su f.b., sono una nonna sprint!

      • wolkerina ha detto:

        grazie Francesca di aver condiviso le tue strategie e grazie a entrambe per aver lasciato la vostra mail, condividere non può che giovare! un abbraccio a entrambe

      • Francesca ha detto:

        Anna per ora sto bene,le radioterapie sono una benedizione,pensa che ho festeggiato l’ultima radio andando al concerto dei subsonica,certo non riuscivo a dimenarmi tra la folla ma c’ero nonostante tutto ed é stato fantastico ;non preoccuparti vedrai che andrá tutto bene,certo non mi illudo sono consapevole che potrebbe non essere finita qua,ma per ora sto bene e mi concentro su questo.Dobbiamo affidarci al Signore e a quello che ha in serbo per noi,qualche anno fa non mi sarei riconosciuta in queste parole ma da Gennaio la mia vita é cambiata ed io con lei.Ho imparato sulla mia pelle a godere delle piccole cose (anche solo di riuscirmi ad alzare dal letto) e a non dare piú niente per scontato(la brezza che ti sfiora la pella durante una passeggiatina al parco adesso ha un altro sapore).Solo chi come noi ha conosciuto la paura di perdere la vita sa dare ad ogni cosa il suo giusto valore.

  3. widepeak ha detto:

    come sai, anche io ho scelto le stesse parole per dare senso alla realtà di una vita con la malattia, per cui immaginami lì per strada con te, a chiaccherare, mentre facciamo sì che la vita ci accada ancora molto a lungo, anche attraverso la malattia

    • wolkerina ha detto:

      lo so, cara widepeak, e son felice che tu l’abbia sottolineato, così posso ringraziarti perchè è anche grazie al tuo modo di vedere/vivere la malattia che ho iniziato a pensare diversamente. non posso che esser felice di camminare accanto a te, chiaccherando e facendoci anche delle grasse risate 🙂

  4. Giorgia ha detto:

    Lo sai quanto sia stata importante per me la metafora della battaglia, almeno per tutta la fase delle cure. Nella battaglia era il tag che teneva insieme tutti i post nei quali raccontavo la mia esperienza con il cancro, e le analogie tra medicina e bellicismo le avrai lette elencate perfettamente il dottor Zeta, nel mio libro. Poi ho capito che avevo bisogno di trovare una metafora che esprimesse meglio la condizione di precarietà esistenziale in cui mi sento di vivere, anche se guarita: la funambola.
    Ti auguro buon viaggio, cara Wolkerina, un viaggio pieno di “meraviglie e conoscenze”, di scoperte, e di buona vita

  5. wolkerina ha detto:

    cara Giorgia, la metafora della battaglia è stata vincente anche per me all’inizio, e lo sai sei stata una fonte di ispirazione importante, ma come tu hai dovuto trovarne un’altra per una diversa fase di vita, io l’ho dovuto fare ora che sto cercando di metabolizzare la diagnosi di carcinoma metastatico. Sì, sarà un buon viaggio 🙂 grazie dell’augurio!

  6. Juliaset ha detto:

    Ciò che scrivi è molto bello, molto profondo e molto difficile. Io all’inizio ho usato spesso la metafora bellica, ma ho rifiutato da subito l’etichetta di “donna coraggiosa” proprio perché intuivo che la malattia per me avrebbe rappresentato una condizione esistenziale, al di là dell’eventuale guarigione. Adesso non parlo più di perdere, vincere, battaglie e guerre, cerco – per quel che posso – di godermi il viaggio, con i suoi scossoni e i suoi momenti felici…Buona avventura, cara!:-*

    • wolkerina ha detto:

      grazie, cara Julia! sì, hai ragione, al di là dell’eventuale guarigione qualcosa cambia per sempre, e non è detto che sia in negativo. saper godere del viaggio è una grande prova ma può aiutare a rendere tutto più lieve.. un abbraccio.

  7. Raffaella ha detto:

    ciao wolkerina come stai? sono affascinata, meravigliata di quanta forza si trova in questo mondo racchiuso in questo blog. ho iniziato ad entrare con annastaccatolisa. ed ora mi ritrovo a leggere e mi trovo così spiazzata e nel contempo così felice di conoscervi che posso dirvi grazie perche ci donate così tanto da mozzare il fiato. ti lascio la mia mail spero di poter fare con tutti due chiacchiere. ciao a te e a tutti un bacio e un abbraccio affettuoso Raffaella

  8. Raffaella ha detto:

    Vedi come sono sbadata la mia mail è rverderio1@libero.it baci dinuovo a tutti Raffaella

  9. Maria Grazia ha detto:

    Cara Anna Lisa,le tue parole sono un ‘inno alla speranza ed è vero che il viaggio più bello ma forse il più difficile è quello dentro di noi, ma con un pò di buona volonta percorreremo i sentieri più belli, quelli dell’anima .Buon viaggio a tutti noi e che Dio ci benedica Maria Grazia

  10. rossella ha detto:

    ciao a tutti e io avrei una storia lunga di 5 anni ma stasera voglio solo salutare

  11. wolkerina ha detto:

    ciao Rossella, mi dispiace non aver visto prima il tuo messaggio.
    a volte non è necessario raccontare o dirsi tante cose, a volte quel che ci serve è solo sentire di esser parte di qualcosa di più grande di noi e oltreilcancro serve anche a questo. un abbraccio

  12. paolo ha detto:

    io grazie a dio non sono malato comunque vi ammiro molto per il vostro coraggio e vi faccio i piu sinceri auguri per una vita felice.non mollate siete grandi…..

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