biscotti e cioccolata

Ieri ho letto tutto d’un fiato il blog ilregnodiop e sono stata inondata di ricordi e di sensazioni che da tempo erano sopite. Ho pensato molto a come la malattia sconvolga la vita dei nostri cari…io di solito penso a quanto sia stata sconvolta la mia di vita ma in questo caso mi sono soffermata a pensare a mia madre. Lo dico sempre che lei ha abbandonato tutto per concentrarsi solo su di me e so benissimo quanta sofferenza ci sia stata in lei, ma le parole di questa mamma che scrive del suo bambino mi hanno fatto riflettere. La mia mamma passava con me, in camera sterile, tante ore al giorno. Arrivava la mattina presto, prestissimo, perché il primo giorno di ospedale mi aveva trovata sola e terrorizzata e da allora arrivava sempre prima ancora che mi svegliassi sul serio e poi rimaneva con me fino al primo pomeriggio. Almeno 8 ore al giorno in camera con me, con il camice, la cuffia, la mascherina, senza poter andare in bagno, mangiare, bere. Un gran divertimento insomma. Ma lei non lo faceva sembrare un sacrifico, non mi faceva pesare neanche un po’ il disagio che sicuramente avrà provato almeno qualche volta. E infatti io non ci ho neanche mai pensato. Me la immagino uscire dal reparto al momento del “cambio” con mio marito (allora fidanzato) che arrivava nel primo pomeriggio. Mi sembra di vederla togliersi il camice, uscire dal filtro, finalmente senza mascherina e andare a sedersi davanti alle macchinette fuori dal reparto. La vedo che si siede lì, su una sediolina, con il suo bicchiere di cioccolata calda e i suoi biscotti, cercando conforto nel dolce e nel calore di quel pranzo un po’ strano che è stato il suo pasto quotidiano per tanti giorni. La immagino che versa qualche lacrima nei momenti di maggior sconforto, lì, da sola, dove non può essere vista né da me né dal resto della famiglia che, come me, si appoggia a lei in cerca di conforto. Me lei, chi la conforta? Magari invece nei momenti più sereni la vedo che chiacchiera con qualche altra mamma, o sorella o marito/moglie chiedendo notizie dei cari malati e dando agli altri mie notizie. Poi, dopo un po’, si alza dalla sua sedia e si avvia verso casa a passare un pomeriggio fisicamente fuori dall’ospedale ma con la mente sempre e comunque lì, vicino a me, a vegliarmi. Si, è così che la vedo ed oggi ho un groppo in gola a pensare a quanto debbano essere stati duri per lei quei giorni. Spesso veniva a dormire in camera con me, diceva che dormiva meglio se sapeva di potermi “controllare” ed io, anche se facevo finta di no, ero davvero rassicurata dalla sua presenza accanto a me.

A proposito…il 17 e 18 febbraio a Roma sarà la “Giornata contro il canco infantile”.  Dal 3 al 20 Febbraio sarà possibile donare 1 euro inviando un SMS al numero 45593 da cellulare (TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobie, CoopVoce) – 2 euro chiamando da rete fissa (Telecom Italia, Fastweb, TeleTu) per finanziare il progetto “Supporto Psiconcologico in Pediatria” . Chiamiamo o mandiamo un SMS perchè, lo sappiamo, l’amore cura.

Il post originale qui

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4 risposte a biscotti e cioccolata

  1. wolkerina ha detto:

    E’ bellissimo questo post, l’ho letto e riletto tante volte immaginando le emozioni di una madre con il figlio malato.
    Le reazioni/azioni possono essere diverse, e tanto penso dipenda anche dall’età del figlio. La mia mi ha aiutato tanto e mi sta aiutando in mille modi diversi ma la presenza fisica in ospedale, adesso che faccio chemioterapia, non è tra questi. Lei non si è mai proposta e d’altro canto anch’io non la vorrei, sento il bisogno di avere mio marito e a lui mi appoggio.
    Le reazioni emotive delle madri però penso siano siano molto simili, e leggere il modo in cui la tua si è comportata mi ha suscitato tanta tenerezza e forza.

  2. piccolavale ha detto:

    Io, purtroppo e per fortuna, non posso immaginare le emozioni di una mamma con un figlio malato se non ricordando quelle che sono riuscita a vedere nella mia, di mamma (che sicuramente molte le ha nascoste davanti a me). Io avevo 27 anni quando mi sono ammalta ma vivevo ancora in casa, con i miei, e la mia ancora di salvezza era ancora lei, anche se Ale mi è stato tanto vicino, più di quanto non mi aspettassi

  3. sonia bartolini ha detto:

    Grazie per il tuo struggente racconto !
    Vorrei lo dedicassimo a tutte le mamme che stanno vivendo questa esperienza.
    Sony

  4. piccolavale ha detto:

    @Sonia: Grazie Sony per il tuo intervento. Certamente questo post è dedicato a tutte le mamme, soprattutto a quelle che vivono il grande dolore di avere un figlio malato
    un abbraccio

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