Diritti e rispetto

Marmot_66 Diverse persone continuano a suggerirmi di prendere qualche giorno di ferie, di andare in vacanza.
Non intendo farlo.

Certo, una vacanza mi farebbe bene. Le vacanze permettono di scoprire luoghi e persone nuovi, di arricchirsi culturalmente. Le vacanze sono rilassanti e salutari: di solito in vacanza perdo anche qualche chilo, pur mangiando abbondantemente, perché faccio molta più attività fisica rispetto a quando lavoro; sono dimagrita persino in crociera. Con sei mesi di vacanze all’anno, sarei un figurino. Se potessi, starei perennemente in vacanza.
Certo, sono già cinque anni che non andiamo in vacanza e quest’anno speravamo di poterci finalmente concedere un viaggio.
Certo, le ferie mi spettano di diritto, come anche i permessi per le terapie e i giorni di malattia di cui dovrò usufruire nei prossimi mesi.
Però…

Però durante la radioterapia dovrò prendermi almeno mezza giornata di permesso alla settimana, sempre che gli effetti collaterali mi permettano di continuare a lavorare per tutto il periodo del trattamento. E per l’intervento resterò assente, nella migliore delle ipotesi, almeno tre settimane.

Per ogni mia assenza dal lavoro, qualche collega deve sobbarcarsi una parte dei miei compiti. Colleghi che hanno già il proprio lavoro da fare, non hanno bisogno anche del mio. Mi ripetono di non preoccuparmi e di pensare alla mia salute, che lo faranno volentieri, ma non intendo approfittare della loro disponibilità più di quanto sarà strettamente necessario.
Per la prima volta in diciassette anni di libera professione, ho dovuto rinunciare a un contratto con un cliente che seguo da anni, perché non sarei stata in grado di onorarlo adeguatamente. È stata una decisione difficile e molto sofferta, un prezzo pesante da pagare alla malattia.

Ma è una questione di rispetto.
Verso i colleghi, verso l’azienda che mi ha assunto, verso i clienti che seguo come professionista.

Conosco i miei diritti.
Ho il diritto di stare in malattia dal 10 agosto al 5 settembre per fare la radioterapia; potrei anche chiedere una settimana in più per smaltire gli effetti collaterali.
Ho il diritto di andare in ferie un paio di settimane a settembre.
Ho il diritto di tornare in malattia per un mese o più per l’intervento e la convalescenza.
Ho il diritto di chiedere una riduzione d’orario al rientro.

Farò valere i miei diritti.
Ma solo quando non faranno a pugni con il buon senso e il rispetto verso i diritti degli altri.

Il post originale qui.

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4 risposte a Diritti e rispetto

  1. La il@ ha detto:

    Complimenti. Ognuno poi fa quello che si sente, e quello che può. Non sentirti in colpa, ma fa’ sempre quello che ti senti. Un abbraccio.

  2. LaraLotta ha detto:

    Io non ho colleghi a cui fare torto. Sono stata a casa 40 giorni per l’intervento. E basta.Ogni 6 mesi per fare la tac e i prelievi, prendo ferie. Per andare dal medico per una prescrizione prendo ferie. Vorrei tantissimo fare prevenzione, controllare tante cose che in me non vanno più e mi spaventano, ma non posso. Io sono sola, nessuno può andare a ritirare i referti per me.E prendo ferie. Da 4 anni non vedo il mare, in compenso prendo tanta vitamina D….
    Quello che vorrei? poter andare in ferie. Riposarmi. non usare i miei giorni di ferie per correre tra un ospedale e l’altro.

  3. fulvialuna1 ha detto:

    Umanità e civiltà.
    Grazie.

  4. semprecarla ha detto:

    Concordo con fulvialuna1 😊

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