E’ FINITA

Il 23 dicembre ho fatto l’ultima chemio. E’ finita. Questa prima tornata è finita. Se Dio vuole! Mi sembra di essere passata dentro ad un centrifuga, ne sono uscita, ne sto uscendo con le ossa rotte, con l’animo ammaccato, con la mente persa dietro a tutto quello che ho perso, a tutto quello che, spero, non perderò in futuro.
E’ un tunnel buio e stretto, dal quale bisogna uscire,in qualche maniera bisogna uscire, è peggio della nascita, si ha solamente voglia di silenzio, di piangere per liberare i polmoni, per vedere se dopo un bel pianto,urlato ai 4 venti le cose prendono la giusta dimensione.
Ma la giusta dimensione in questo vortice di malattia, di dolori fisici e mentali non esiste, la tua giornata è scandita dalla stanchezza, dalla voglia di chiudere gli occchi, di dormire per non pensare, ma il sonno non viene, quando chiudi gli occhi l’unica cosa che ti vedi sfilare davanti sono le immagini dei condannati a morte in America, dove muoiono con l’iniezione letale, vedi questo ago infilato dentro di te e il veleno che scende lentamente nelle vene. Hai il bel da dirti che quello che entra in te è un veleno “buono”, ma gli effetti sono gli stessi: dolore fisico e mentale.Il 23 è venuto in DH anche l’oncologo capo a farci gli auguri, a complimentarsi con noi, mi ha strappato un sorriso, mi ha dato un “5”, dicendomi che se ne vedono pochi dei casi di caparbietà come il mio,    la mia buccia nello stringere i denti ed andare avanti a gomitate, lottando con il male per avere sempre l’ultima parola.
Sono molto orgogliosa di me stessa, è un orgoglio da poco lo so, ma avere finito i 6 cicli programma nei 3 mesi canonici, per me, è un notevole passo avanti, non avrei mai pensato di riuscire in tanto.
Ho passato un Natale arrafazzonato, brutto, squallido, ma non interessa niente, ce ne saranno altri in futuro (speriamo), adesso mi sono tolta di dosso la chemio, alla radio ci pensiamo con l’anno nuovo.
Eh sì, anno nuovo vita nuova! Belle parole, con tanto significato dentro.
Mi auguro solamente che la chimica abbandoni presto il mio corpo e il mio animo, non posso continuare così, senza dormire, arrabbiata con il mondo intero, non posso continuare a litigare con tutto e con tutti, giusto per il gusto di litigare, giusto perchè mi sento calpestata.
Forse la vita non è questa, ma negli ultimi mesi la mia vita è solo questa, una vita fatta di ospedali, di nausee, di vomito, di malesseri fisici e mentali, di malanni fisici mai conosciuti, della scoperta di muscoli del corpo doloranti, che manco pensavo di avere.
La vita non può essre solo rabbia e cattiveria nei confronti della malattia, io le mie energie le ho da spendere in altra maniera, ma sorge spontanea una domanda:
“Chi mi ridà indietro questi mesi rubati alla mia vita?”
Chi mi ridarà indietro tutto il tempo perso negli ospedali,il tempo che ho sottratto a chi mi sta a fianco, chi mi ridarà il tempo che ho perso a litigare con la malattia, ma la malattia si sarà resaconto della mia battaglia?

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