Come mandar giù la pillola ed essere contente

Ieri sera, ingoiando la solita pasticchetta di Femara e accorgendomi che la scatola era quasi vuota e che quindi devo farmi fare un’altra perescrizione, ho iniziato a fare considerazioni su com’ è cambiato il mio modo di assumere un farmaco e come, probabilmente, questo influisca sull’insorgere o meno di effetti collaterali (e mi auguro anche sull’efficacia).

La prima regola è non accanirsi sulla lettura del foglio illustrativo (basta farlo una volta, all’inizio della terapia). La seconda, ma ancora più importante, è considerare il farmaco per quello che effettivamente è (o dovrebbe essere): nel caso del mio Femara quotidiano una protezione, un’arma preventiva per evitare che le mie cellule ricomincino a fare le bizze. Le voglio bene a quella pillola, la mando giù contenta, le dico “brava, fai il tuo dovere”.

Stesso discorso per la puntura che mi tiene in menopausa. Ero convinta di doverla rifare adesso, invece manca ancora un altro mese. Aveva ragione il dottor Zeta, farla ogni tre mesi è molto meglio, me ne dimentico e non sto lì a rimuginare sulla funzionalità delle mie ovaie. E siccome fare la puntura di Enantone è essenziale perché il Femara sia efficace, devo necessariamente voler bene anche a lui.

L’”altra volta” non ero così tenera con le terapie ormonali: sbuffavo, facevo il conto alla rovescia, tormentavo Zeta e stropicciavo i foglietti illustrativi incriminati.

Sarà che tra poco più di un mese e mezzo avrò 40 anni e certe intemperanze giovanili si stanno smorzando?

Il post originale puoi leggerlo qui

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2 risposte a Come mandar giù la pillola ed essere contente

  1. emily ha detto:

    giorgia leggo ora questo post
    vedo che tu la puntura hai scelto di farla ogni 3 mesi: io devo cominciare oggi e il mio oncologo dice che è meglio farla ogni mese x gli effetti collaterali, ma sono molto scettica, l’idea di avere questa puntura ogni mese mi sa da dipendenza cronica e anche un po’ difficile da attuare xkè spesso sono in viaggio x lavoro….da chi vado a farmela ogni volta?
    mi potresti dire come è andata a te?
    e la pastiglia, tu prendi il generico o quello prescritto? la dottoressa dice di prendere il nolvadex, il farmacista il generico del tamoxifene….chi ascoltare?
    grazie|!

    • Giorgia ha detto:

      ciao emily!
      la puntura di enantone l’ho fatta mensilmente la prima volta che ho dovuto fare la terapia ormonale, per poco tempo, mi sembra un anno e mezzo. Mi sembrava molto fastidioso soprattutto dal punto di vista psicologico.
      Così quando dopo sei anni sono stata costretta a ricominciare ho preferito le punture trimestrali. Ormai sono passati quasi cinque anni, e l’ho sopportata bene, direi.
      Per quanto riguarda la terapia ormonale vera e propria all’epoca prendevo il Nolvadex, non il generico. Ora invece, essendo stato il mio cancro metastatico prendo il Femara.
      Direi di ascoltare l’oncologo (o oncologa), per stabilire se puoi prendere o meno il generico tamoxifene.
      Ricordati che qui non diamo informazioni strettamente mediche, ma raccontiamo solo le nostre esperienze.
      In bocca al lupo!

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