Il post che non avrei voluto scrivere

Questo post riguarda il mio amico Marius, la sua storia è nota a chi mi segue ma la riassumo in breve.

Nel 2007 Marius arriva in Italia a 19 anni in cerca di cure per il suo osteosarcoma al femore destro. In mezzo a diversi cicli di chemioterapia viene operato con successo per la rimozione del tumore. Dopo qualche mese, ai primi controlli gli viene trovato un nodulo ad un polmone. Viene operato e il nodulo viene asportato. Passa qualche altro mese e si ripresentano altri noduli, questa volta ad entrambi i polmoni. Si riparte così con la chemioterapia. Questo autunno si arriva presto a totalizzarne quasi venti cicli in circa due anni. Vuol dire non meno di sessanta giorni in totale passati in ospedale sotto flebo. Viene operato ad un polmone e il primo dei noduli gli viene asportato. In questi giorni Marius si trova di nuovo in ospedale. Era entrato per sottoporsi all’intervento che lo avrebbe finalmente liberato dal tumore all’altro polmone. Ha un dolore al fianco però. Gli esami del sangue scoprono subito l’anomalia, i successivi accertamenti scoprono che dietro a quel dolore c’è un nuovo vecchio nemico che torna all’attacco. Questa volta attacca le ossa del bacino.

Per tutta la scorsa settimana ho cercato di trovare le parole più giuste da dire. Non credo ne esistano. Non riesco a trovarle neanche io che pure, avendo vissuto una vicenda simile dovrei saperle scovare da qualche parte nella mia mente. Ma non è così. La mia vicenda è stata molto più “semplice”. Malattia, cura, operazione, guarigione. Un percorso lineare, difficile ma con un inizio ed una fine. Poi, certo, ci sono i controlli ma sta andando tutto bene. La storia di Marius invece è la storia di una battaglia senza fine. In due anni non ha avuto un attimo di tregua, entrando e uscendo dagli ospedali senza soluzione di continuità.

A lui mi sento di dire solo una cosa, so che legge queste righe. Non perdere mai la speranza e credi sempre nelle tue possibilità. Io e la mia famiglia, nel nostro piccolo, saremo sempre al tuo fianco. Nel mio profondo so che ce la farai. E’ una battaglia lunga e difficile ma tu vincerai, non dimenticarlo mai amico mio.

P.S. Una piccola buona notizia. Sua mamma ha trovato lavoro part-time.

Qui il post originale.

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