Poi arrivano le giornate

Devo dire che è abbastanza raro che mi capiti, perché di fondo sono una persona molto calma, e che è riuscita a maturare sin da subito l’accettazione per la malattia, in quanto si sa: o è così o è così, e sono già abbastanza fortunata ad essere arrivata fin qui.
Però ci sono delle volte in cui mi prende una rabbia, una sorta di ribellione all’idea che la mia vita ormai sarà sempre così, che nessuno mi restituirà più la vita che avevo prima quando avevo lo stomaco e che, purtroppo, non posso farci niente. Ma mi manca la maggiore autonomia che avevo prima, senza questo bisogno continuo che ho di dosare le energie per non eccedere e di riposare molto, senza stare sempre attenta a non andare troppo giù con il ferro o con altre carenze.

Poi accendo la tv e vedo un servizio che parla della chirurgia dei grandi obesi, che spiega come una persona alla quale viene fatto un bypass gastrico con ricostruzione secondo Roux dovrà stare attenta tutta la vita ad integrare il fabbisogno vitaminico.

E lì mi arrabbio ancora di più, perché mi viene da chiedermi, come mi sono chiesta sempre in tutti questi anni, ma perché parlare sempre di questo argomento per gli obesi e mai per malati di cancro allo stomaco? Perché?
Che forse il nostro non è un problema serio?

Ma è inutile farsi queste domande. E poi devo consolarmi con il fatto che dopodomani sono 6 anni e mezzo che sono stata operata. E che continuo a vivere. Come sempre è solo questo pensiero che mi fa dimenticare i momenti di rabbia..perché in fondo la vita è la cosa più importante.

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4 risposte a Poi arrivano le giornate

  1. ros ha detto:

    hai ragione…e complimenti per la tenacia che traspare dalle tue parole!

    • Camden ha detto:

      Grazie Ros (pensa che spesso e volentieri anche io vengo chiamata Ros!).
      Cerco sempre di reagire a quello che mi è capitato con tanta voglia di vivere e con coraggio, ma ogni tanto diciamo cosi, scivolo un pochino…
      Poi però mi rialzo, eh! 😉

  2. Lina ha detto:

    Ciao. Io vivo la tua esperienza indirettamente. L’intervento lo ha subito mio padre, da soli quindici giorni, e per noi che gli stiamo vicino è tutta una scoperta, un cercare di capire come comportarsi anche se la maggior parte delle cose ci sono state dette. Il problema è che devi viverle e soffrirle. Hai paura di sbagliare in ogni momento, ma continuo a ripetermi che fra una vita che potrebbe finire, presto e cono dolore, è meglio affrontare qualche piccolo inconveniente che comunque ti permette di esserci…
    Sii forte. Io non mi stancherò di ripeterlo mai a mio papà.

    • Camden ha detto:

      Cara Lina, grazie per questo tuo messaggio. Intanto in bocca al lupo per tuo padre, so per esperienza che all’inizio sembra di essere precipitati in un incubo e si farebbe di tutto per svegliarsi e sapere che era solo un brutto sogno. Poi pian piano ci si rende conto che purtroppo non si può tornare indietro.
      Allora ci si adatta ad andare avanti anche con i problemi che rimangono, sapendo di essere vivi.
      Per fortuna, come dice il titolo del mio post, poi arrivano le giornate, non è sempre così, sono giornate occasionali in cui capita di pensare, ok, ce l’ho fatta, ma la mia vita è in parte rovinata…Per fortuna, la maggior parte delle altre giornate non faccio altro che sentirmi fortunata perché sono passati ormai quasi 7 anni e ci sono ancora e bacerei la terra per questo…
      Cercherò sempre di essere forte, davvero. Permettimi di farti un in bocca al lupo per il tuo papà dal profondo del mio cuore..

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