Aprile

Il mese scorso ho inaugurato un calendario speciale, di storie e di esempi…vorrei che diventasse un appuntamento fisso (anche se con qualche giorno di  ritardo ):

Aprile
Bruno, Brugherio

Quando ripensa ai giorni trascorsi in ospedale e, in particolare, al modo ironico e scanzonato in cui li ha affrontati non esita a darsi “dell’incosciente”. Probabilmente, però, è stata proprio questa “leggerezza” a permettere a Bruno Lupi Timini di affrontare il male. “Il tumore può colpire chiunque. Sicuramente non va affrontato sottogamba, ma neppure pensare che sia ormai tutto inevitabile, che il destino sia scritto. Si può e si deve combattere perché la vittoria è possibile”. Sono passati ormai dieci anni, era il marzo del 2001, da quando Bruno, 56 anni di Brugherio, in provincia di Monza e Brianza, si è ammalato, ma il ricordo è ancora nitido, nitidissimo. Anche perché dimenticare quei momenti è impossibile. Soprattutto se la mazzata arriva improvvisa, del tutto inaspettata.
“Non avevo avuto alcuna avvisaglia e quando i medici mi hanno diagnosticato il Linfoma di Hodgkin, localizzato sotto un’ascella, per me è stata una sopresa assoluta”. Sarà forse per questo che ha reagito in modo così inusuale. “L’ho presa un po’ così, quasi alla leggera, non gli ho dato l’importanza e gravità che, invece, meritava. Ricordo che in ospedale ero il giocherellone del reparto, ridevo e scherzavo con tutti”. Un’allegria contagiosa che, però, ha rischiato improvvisamente di spezzarsi. Colpito da uno shock settico, è entrato in coma e ci è rimasto per più di 7 giorni. Si è risvegliato, ma il colpo è stato durissimo e Bruno è crollato fisicamente e moralmente. “Non riuscivo più a muovermi, avevo grosse difficoltà di deambulazione. E’ stato un momento veramente difficile che mi ha responsabilizzato molto. Poi,però, ho trovato in me una grande forza di volontà, supportata anche dall’aiuto degli infermieri e dall’appoggio della mia famiglia che è stata importantissima”. Bruno si è rimesso in piedi, non solo metaforicamente, e ha ripreso con la sua vita. In cui ha un posto di rilievo il volontariato, in quella Lampada di Aladino che si occupa del sostegno ai malati oncologici. “Naturalmemente non posso dare suggerimenti di natura medica, mi limito a dare un piccolo contributo, soprattutto morale, in base alla mia esperienza”.
E di contributi Bruno, come altri ex ammalati, ne può dare tanti e uno di questi (avendo a suo dire inclinazioni artistiche), è stato realizzare la copertina di questo calendario a cui vorrebbe dare questa interpretazione: “Inconsciamente, quando la diagnosi parla di tumore, è prerogativa del malato innalzare davanti a sè, quasi a voler esorcizzare la cosa, un muro, isolandosi da tutto il resto del mondo ed escludendosi da società, affetti, lavoro. Dalla vita insomma. Ma non esistono muri che non si possano abbattere. Lo dimostro io e tutti coloro che fanno da filo rosso a questo calendario.
Uomini e donne che grazie alla forza di volontà e all’aiuto da parte di chi ha raccolto il loro appello di soccorso, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, questo muro sono riusciti ad abbatterlo. Anche la Storia stessa ce lo conferma: le mura di Gerico distrutte, le mura di Troia sbriciolate, il muro di Berlino abbattuto”.

Qui trovate il post originale.

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2 risposte a Aprile

  1. Romy ha detto:

    Splendida storia. Splendido Bruno. Splendida Lampada di Aladino…

  2. sissi ha detto:

    sottoscrivo e ringrazio, soprattutto l’ultima…che, almeno virtualmente, ci ha fatte conoscere!
    s.

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