Giovani donne in preda all’ansia?

Giovedì sera sono intervenuta telefonicamente alla trasmissione Radio3 Suite, che in occasione dell’8 marzo, insieme a Radio3 Scienza, si occupava diprevenzione del tumore al seno. Ripeto: prevenzione del tumore al seno. In realtà l’invitata, insieme agli altri tre ospiti, era Anna/Widepeak, che però di questi tempi per lei parecchio duri non ce la fa a reggere fino a tarda sera, e così ha passato la palla a me. E io, come sapete, difficilmente mi tiro indietro, soprattutto quando c’è da spiegare il senso e l’importanza del cancer blogging e da supportare iniziative sulla prevenzione.

Prima di proseguire devo chiedervi di ascoltare il podcast della trasmissione, magari saltate l’aria di Mozart, oppure no, perché è tanto bella.

Ecco, avete sentito? Si parlava di prevenzione, e il dottor Claudio Andreoli, direttore della Scuola italiana di senologia, oncologo con un curriculum straordinario e impegnato in modo particolare nei programmi di prevenzione e di diagnosi precoce del tumore alla mammella, non ha fatto altro che ripetere che in giro c’è troppo allarmismo, troppe giovani donne sono coinvolte in programmi di controllo che condizionano in modo negativo la loro qualità di vita, spinte da raccomandazioni non giustificate, visto che giovani donne che si ammalano di cancro al seno sono eccezioni rarissime.

Lo avete sentito, no? E avete capito quanto fossi scioccata da quelle parole? Non avete letto le mail furibonde che mi hanno scritto alcune cancer bloggers quando ho diffuso il podcast, praticamente quasi tutte incappate in leggerezze da parte di medici che le ritenevano troppo giovani per avere il cancro ritardando con conseguenze gravissime l’inizio delle cure. E pure io, porca miseria, non me lo dimentico che avevo 32 anni e, nonostante la familiarità materna, mi sentii dire che quel nodulino era una sciocchezza dovuta all’allattamento e lasciai trascorrere così mesi preziosi per fare una diagnosi precoce che probabilmente mi avrebbe salvato i primi linfonodi e quindi evitato la successiva metastatizzazione epatica.

E poi vorrei capire dove stanno tutte queste giovani, sotto i 35 anni, che vivono nell’ansia dei controlli. Vi prego, facciamo un esperimento, se siete sotto i 35 anni e passate da queste parti lasciate la vostra testimonianza: fate controlli periodici di prevenzione del tumore al seno? E se lo fate, la vostraqualità della vita è condizionata negativamente? Purtroppo invece in Italia l’incidenza del tumore al seno, e in particolare nelle donne giovani, è aumentata. E di questo credo debbano tener conto i programmi di screening offerti dalle Aziende sanitarie alle donne a partire dai 50 anni. Per carità, nessuno chiede di sottoporre a mammografia tutte le donne dai 25 in su, ma una visita senologica all’anno abbinata ad una innocua ecografia che male farebbe? Tanto per dire, al senologo che mi ha operato è bastato visitarmi per capire che quel nodulo – di cui mi sono accorta alla sacrosanta palpazione – comunque andava tolto.

Ieri ho fatto sentire il podcast della trasmissione ad alcuni dei componenti delComitato scientifico di Annastaccatolisa –  che, detto per inciso, ha deliberato l’istituzione di una borsa di studio da 20.000 euro di cui a breve verrà preparato il bando.

Anche loro erano stupefatti.

Mi piacerebbe che il dottor Andreoli mi spiegasse, e spiegasse a tutte noi “eccezioni rarissime”, il senso di quella che lui stesso definisce una sua “battaglia che spera un giorno di vincere”.

Perché il messaggio che ha dato durante quella trasmissione, e che mi auguro di essere riuscita almeno un poco a contrastare, è un messaggio pericoloso, che con la prevenzione non mi pare abbia proprio niente a che vedere.

Il post originale qui

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15 risposte a Giovani donne in preda all’ansia?

  1. Francesca ha detto:

    L’anno scorso a 26 anni mi é stato diagnosticato un carcinoma di tipo midollare di 3,5 cm e metastasi allo sterno…Da settembre 2010 avevo uno strano dolore al petto che diventava sempre piú acuto (al seno con l’autopalpazione non sentivo niente di strano anche perché mi controllavo solo nella parte esterna quella verso le ascelle per intenderci) mi rivolsi a Novembre da uno specialista credevo di avere qualche cisti intercostale, mi fece fare rx torace e mi prescrisse il fastum gel,gli portai il referto del rx, ovviamente non c’era niente e mi disse che se il dolore persisteva sarei dovuta ritornare a Gennaio 2011,mi chiese anche se avessi mai fatto una ecografia al seno io gli risposi di No ma lui non me la prescrisse.A Gennaio sentí sotto la doccia qualcosa al seno andai stavolta dal mio medico generico che mi visitó e mi disse vai immediatamente a fare un ecografia!E io dopo 2 secondi ero da
    Alma center,l’ecografo si allarmó subito mi disse:”Puó essere tutto o niente!”
    ma un medico che era lí disse:”Che sará mai ha 26 anni al massimo sará un
    fibroadenoma,faccia una risonanza magnetica con mdc quando ha il ciclo”cioé avrei dovuto
    aspettare altri 10 giorni!!Io spaventata dalle parole dell’ecografo e stanca di quel dolore che
    diventava sempre piú acuto mi rivolsi ad un ottimo 🙂 chirurgo senologo che a distanza di
    una settimana mi operó ( escissione,quadrectomia,e cavo ascellare) …Hanno fatto seguito chemio e radioterapia,e ora ormonoterapia …. Mi ritengo comunque fortunata per come sono andate le cose ma spesso penso che forse avrei potuto evitare le chemio,o le metastasi,so solo che il mio corpo in qualche modo mi aveva avvisata che c’era qualcosa
    che non andava e che se mi fossi rivolta ad un altro medico o anche al mio medico generic fin dall’inizio ….ma sono solo se…Un bacio a tutte Francesca Maietta (spero vi sia utile la mia testimonianza)

    • Giorgia ha detto:

      Grazie Francesca, ogni testimonianza è preziosa, e sto vedendo anche dai tanti commenti sul mio blog che siamo proprio in tante ad essere “casi eccezionali e rarissimi”. Un abbraccio

  2. Cecilia ha detto:

    Nè io né mia sorella eravamo così giovani quando ci è stato diagnosticato il tumore (lei 43, tumore al seno, io 50, al colon ) però dal mio punto di vista lo eravamo a sufficienza. La regione Emilia-Romagna comunque ha in programma uno screening approfondito riservato ai parenti stretti di pazienti oncologici quindi suppongo che mia nipote (11 anni ) inizierà lo screening molto prima di quel che abbiamo fatto noi. Volevo poi aggiungere che ho iniziato i controlli al seno un pò prima del previsto, visto che nostra nonna ha subito una mastectomia radicale alla matura età di 78 anni !
    Quanto al medico di base,il mio aveva confuso i sintomi del cancro con le emorroidi, quindi non so se essere grata – si fà per dire – che mi sia ritrovata con un tumore secondario all’ ovaio…ma forse è inutile pensarci adesso, preferisco pensare che l’ altra settimana nell’ intestino non avevo neanche una cellula di troppo !
    Un abbraccio
    Cecilia

    • Giorgia ha detto:

      Grazie anche a te Cecilia, effettivamente avevate superato l’età entro la quale ci considerano casi rari però, insomma, è sempre troppo presto. E bene per i tuoi ultimi controlli. abbracci a te

  3. MissPansy ha detto:

    L’ossessione è una cosa, ma una giusta prevenzione perché dovrebbe danneggiare la qualità della vita? Stiamo parlando di esami ogni tot mesi (penso che sotto i 40 anche ogni anno, vero?), non di mammografie una volta a settimana.
    Di anni ne ho 29 ed effettivamente sono pessima perché dovrei cominciare a controllarmi!

  4. Isabella Del Mar ha detto:

    Zietta811 Avevo 29 anni quando ho incontrato la belva, già parecchio avanzata, 3 cm. di diametro e linfonodi positivi. Ma erano gli anni ’70, nessuno parlava di prevenzione, ebbi la fortuna di andare dal ginecologo per tutt’altro, e meno male che non era come l’egregio Dott. Andreoli, perchè non ci sarei piu’ da qualche decennio! Invece sono qua, la mia piccola allora di tre anni oggi ne ha 40, e mi ha regalato due nipotini che sono la gioia della mia vita, quella vita riconquistata lottando e soffrendo, e per questo infinitamente piu’ preziosa e gratificante. Abbracci a tutte. Isa

    • Giorgia ha detto:

      Isa, dai, magari invece il dottor Andreoli ti avrebbe curato benissimo come fa sicuramente con tante persone. Però hai ragione, negli anni ’70 era davvero molto difficile ammalarsi di cancro al seno così presto.
      Bellissima la tua storia, molto incoraggiante per tutte noi. Mia figlia all’epoca della prima diagnosi aveva due anni e ora ne ha quattordici. ancora un po’ presto per i nipotini 🙂

      • Isabella Del Mar ha detto:

        Certo, hai ragione, ma volevo dire che il Dottore forse non mi avrebbe fatto fare con estrema urgenza quella mammografia che mi ha salvato la vita. Ero “troppo giovane…” e pensare che gli oncologi dell’IST che ancora oggi mi seguono dopo 36 anni, mi dissero che per essere di quelle dimensioni e con linfonodi positivi, lo avevo addosso da almeno 8 anni!!!!! Dunque…visto che sono un ragioniere…29 meno 8…fa…21…e meno male che avevo dei problemini che mi hanno trascinato dal ginecologo!!! I nipotini arriveranno anche per te, a tempo debito, e li vizierai vergognosamente come sto facendo io di nascosto da mia figlia! Un abbraccio a te ed alla tua signorinetta. Isa

  5. solare ha detto:

    sono stata operata due volte per un tumore al colon, è ovvio che adesso tendo a fare qualche controllo in più, per precauzione. ma non ci trovo niente di male, anzi. non si tratta di fare allarmismo, ma di conoscere i segnali che il proprio corpo da. ho 32 anni e ormai da parecchi anni faccio la visita ginecologica una volta all’anno e mi faccio controllare il seno. e una volta al mese come prevenzione, faccio un’autopalpazione, prevenire è meglio che curare, noi lo sappiamo!!!

  6. Oriella ha detto:

    sì la mammografia una volta all’anno è una vera rottura…
    e anche il pap test ogni 12 mesi non è piacevole…
    e l’ansia (un po c’è sempre!) mentre aspetti l’esito con la posta…
    vuoi mettere con delle belle sedute di chemio? o qualche -ectomia??!
    ma se i dottori li facessero fare solo alle donne, dico io!
    un abbraccio a tutte, freghiamocene dei consigli e continuiamo ad ascoltare il nostro corpo!!

  7. Daniela ha detto:

    io di anni ne ho 40 …quest’anno ma visto che la mia mamma lottato anni contro questa bestia…i controlli ho iniziato a farli qualche anno fa….niente ansia solo voglia di prevenzione.
    Daniela

  8. Cecilia ha detto:

    Oggi ho trovato la giovane che si controlla sistematicamente…e per forza, nella sua famiglia c’ è una sola causa di morte. Ha appena compiuto 30 anni, vive il controllo annuale con grande serenità, anche se oggi mi ha detto che, visti i tagli alla sanità, i controlli diventeranno biennali o a pagamento !

  9. Maria ha detto:

    In effetti fino alla scoperta della prima cisti al seno non avevo nessuna fretta di controllarmi. Soffro di cisti frequenti e ogni volta che ne scopro una è panico e corsa dal radiologo. Spuntano come funghi, e l’ultima dieci giorni fa, dopo un’ecografia vecchia di due mesi. Questa volta ho deciso di aspettare settembre, come raccomandato l’ultima volta dal radiologo. DOBBIAMO controllarci, è sacrosanto, ma per me sta diventando ossessione, dannosa per la psiche e il conto in banca… Se vi tenete controllate con ecografie e lastre evitate la palpazione, che nonostante sia sbandierata a destra e a manca crea solo ansia. In bocca al lupo a tutte, siete meravigliose.

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