Riparto da qui

Come al solito mi ritrovo qui davanti al computer con una gran confusione in testa.
E’ passato quasi un mese.
Quasi un mese fa la pet non ha evidenziato la presenza di malattia, ho terminato le cure chemioterapiche per continuare con l’anticorpo monoclonale e la terapia ormonale. E’ iniziata una seconda fase di cure, di tipo precauzionale, ed è inevitabile chiedersi dove mi trovo adesso, in quale punto mi devo collocare.

E’ un posto strano quello in cui mi trovo.
Non posso considerarmi guarita, il rischio di recidiva lo impedisce e infatti nessun medico si azzarda a usare questo termine.
E’ difficile anche sentirsi guariti, a ricordarmi che non sono sana rimangono le fitte intercostali, rimane la mia difficoltà di concentrazione, la difficoltà a seguire più cose contemporaneamente, rimane il pensiero che questo è un tempo regalato.

C’è indiscutibile la voglia di godersi la vita, di fare, di muoversi, di vedere. C’è il bisogno di riappropriarsi di una vita che per mesi è stata vissuta solo parzialmente. Indietro non si torna e poi indietro c’è una donna che non riconosco nemmeno più.

In tutti questi mesi ho vissuto come in una bolla, evitando tutto ciò che potesse rompere il mio fragile equilibrio e ora che la bolla si sta dissolvendo sto cercando di muovere i primi timidi passi nel mondo reale, e non è per nulla facile, a guardarsi intorno vien subito voglia di rinchiudersi nuovamente nel limbo.

C’è la voglia di progettare ma questa viene subito repressa. E’ difficile fare progetti quando il tempo è solo un grande forse.

Ecco, continuo a chiedermi dove sono e dove devo andare. E forse è proprio qui l’errore. Continuo a guardare fuori per trovare le risposte ma è impossibile trovarle quando si sono persi tutti i riferimenti.

Forse questo è il momento di guardarsi di nuovo dentro, andando alla ricerca di nuovi bisogni da soddisfare e nuovi sogni da realizzare.

Non so dove sono, non so dove andrò, però riparto da qui.
Nuovi bisogni.
Nuovi sogni.

(Qui il post originale)

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4 risposte a Riparto da qui

  1. Arcobaleno ha detto:

    Nuovi sogni si! Progettare qualcosa di nuovo e’ positivo sempre.Non e’ facile cio’ che stai vivendo, ma se rifletti sul fatto che la precarieta’ della vita c’e’ per tutti…..Se pensi che persone che non se l’aspettano, muoiono improvvisamente in un incidente! Tutto sara’ piu’ possibile! Riprenderai pian piano fiducia nella vita, accettando come compagna silenziosa, la paura, che se ne sta li’ nascosta, sembra che non ci sia ma c’e’, pronta a riavventarsi al minimo dolorino! Cosi’ e’ la vita……Questa vita misteriosa e bella, che val la pena sempre di essere vissuta!!!

  2. wolkerina ha detto:

    E’ vero non è facile questa fase anche se sono ben consapevole che è nulla rispetto a quella delle terapie. Ma avere di colpo la possibilità del tempo, anche se precario, anche se incerto, destabilizza. Passerà, son certa, e assaporerò fino in fondo la vita 🙂 Ciao Arcobaleno!

  3. viola ha detto:

    cara, io ho deciso di considerarmi guarita fino a prova contraria,anch’io ho una percentuale di recidiva molto alta data l’aggressività del mio tumore al seno, ma ho deciso di non farmi sopraffare dalla paura che qualsiasi dolore o sintomo sia quello,vivere con l’angoscia e la paura addosso significa che la malattia mi ha attaccato l’anima! Mi sono convinta che tutti vivono nella relatività le cose e i sentimenti delle persone possono cambiare in ogni momento.I progetti quindi li faccio lo stesso anche a lungo termine poi si vedrà.Vedi il lato positivo della malattia ti ha fatto conoscere l’animo delle persone che ti circondano, io ho avuto dimostrazione di solidarietà e di affetto da persone che non avrei mai immaginato mentre mio marito e mia sorella se ne sono fregati.

    • wolkerina ha detto:

      Mi sembra Viola che il tuo modo di vivere i progetti sia molto sensato, in fondo nessuno può sapere cosa c’è in serbo nel futuro, e allora tanto vale pensare in grande senza farsi prendere dall’ansia come dici tu. Per me invece non è così semplice, ora come ora posso dire che non sto vivendo con ansia o timore il futuro però non mi viene naturale progettare a lungo termine, mi viene spontaneo programmare solo l’immediato futuro .. in ogni caso, che si progetti a lunga o a corta scadenza ciò che veramente conta, secondo me, è vivere pienamente senza essere assillati dalla paura di ciò che potrebbe accadere! Mi dispiace per la reazione dei tuoi familiari, spero che il tempo vi dia la possibilità di chiarire.. un abbraccio

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