Chemioterapia

Secondo me è il caso di fare chiarezza sulla terapia.

Che cos’è la chemio?

FLEBO. Nè più nè meno. Sono flebo di farmaci. E cambiano da tumore a tumore, da soggetto a soggetto. Ci sono centomila tipi di tumore diversi e centomila tipi di farmaci diversi.

Perché Anna scrivi questo? Perché sono stanca di sentirmi dire: “ah sai, Tizio ha dovuto interrompere la chemio perché non la reggeva più, te sei proprio brava, sei forte!”, “ah, sai, Caio non ha perso i capelli”, “Sempronio ne fa 4, perché te ne fai 8?”, “la sorella di una mia amica è stata operata poi ha fatto la chemio, ma non è stata male come te, perché te fai al contrario?”… and so on…

Dipende dai farmaci. Dipende dal tipo di cancro. Dipende dallo stato di salute generale del soggetto da curare.

Io ho fatto 4 terapie con tre tipi di farmaci ( F + E + C) e ora ne faccio altre 4 con un altro tipo di farmaco ( T ). Ogni farmaco ha uno scopo. Ogni farmaco ha degli effetti collaterali diversi. E IO SONO DIVERSA DA OGNI ALTRO MALATO. Ci sono effetti collaterali comuni, ma poi ci sono talmente tante altre variabili in gioco che ogni soggetto reagisce diversamente.

Ecco, ora sono soddisfatta.

Il post originale qui.

Pubblicato in Chemioterapia | Contrassegnato , , | 2 commenti

Questa non è una guerra

Io sono pacifista. Non credo a nessun forma di violenza. Ripudio la guerra, in ogni sua forma. Ripudio il messaggio che nel mio corpo sia in corso una battaglia con il cancro. Il cancro è nato da me, fa parte di me. E’ una di quelle parti di me di cui farei volentieri a meno. Ce ne sono diverse altre, in verità, anche se magari non proprio così aggressive. Nessuno è mai morto perché ha il sedere fuori misura, per intenderci. Ma per tornare al cancro, alle mie cellule impazzite. Ora noi ci lavoriamo: medici, la mia squadra, i tifosi, i componenti chimici e quelli psicologici, la scienza e i globuli bianchi. Lo spuntiamo, lo fermiamo, lo ricacciamo indietro…
Ma non voglio combattere.
Se accetto la metafora del combattimento, accetto la possibilità di poter perdere.
E io non posso permettermi di perdere.
L’unica cosa che posso permettermi è di vivere, con ostinazione, volontà e anche una certa tigna.
Per cui, niente battaglie per me.
Questa è una strada, e intendo percorrerla tutta e il più a lungo possibile.

il post originale qui

Pubblicato in Dolore, Morte, Paure, Storie | Lascia un commento

Dieta durante la chemioterapia

Questi consigli sono tratti da un sito dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e sono specifici per le donne operate al seno.

Una alimentazione adeguata può giocare un ruolo importante durante la chemioterapia sia per ridurre gli effetti collaterali a carico dell’apparato gastroenterico sia per evitare l’aumento di peso che spesso si verifica in chemioterapia adiuvante e che costituisce un fattore prognostico negativo.
Il problema si può quindi affrontare in tre fasi successive:
1. la preparazione dell’organismo, in particolare dell’intestino, prima dell’inizio delle terapie;
2. la dieta durante i cicli di terapia ed, in generale, fino alla guarigione delle eventuali mucositi;
3. la dieta fra i cicli di terapia, per assicurare un sufficiente apporto di nutrienti al paziente e per prevenire l’aumento di peso.
Studi epidemiologici hanno dimostrato che il rischio di tumore della mammella aumenta con l’aumentare del peso in età matura, con la vita sedentaria, con l’alimentazione tipica del mondo occidentale, nelle donne con un alto livello sierico di testosterone, estradiolo, insulina e IGF-1.
Ci sono, anche, sempre più dati, che questi stessi fattori influenzino negativamente la prognosi per le persone che hanno già sviluppato la patologia.
Altri studi hanno dimostrato che l’aumento di peso durante la chemioterapia adiuvante e spesso associato ad una prognosi peggiore.
Una modifica complessiva della dieta occidentale, ricca in carboidrati raffinati e grassi animali saturi, verso una dieta ispirata a tradizioni mediterranee ed orientali si è dimostrata efficace per ridurre i livelli di insulina e, di conseguenza, la biodisponibilità di ormoni sessuali e dei fattori di crescita, per favorire il controllo del peso e migliorare il generale stato di benessere dell’individuo.
La dieta può aiutare le pazienti con tumore delle mammella ad evitare il guadagno di peso in chemioterapia e migliorare i valori ematici e la qualità di vita durante trattamento terapeutico.
Uno studio dell’Istituto Nazionale per la Cura dei Tumori ha lo scopo di esaminare nelle pazienti in chemioterapia adiuvante:
1)Se una dieta finalizzata ad abbassare i livelli di insulina può prevenire l’aumento di peso osservato; 2) quali effetti tale dieta ha sui parametri ematologici durante chemioterapia; 3) quanto e come questa dieta può migliorare la qualità di vita delle pazienti, specialmente in relazione alle mucositi dell’apparato gastro-enterico.

La dieta, durante la chemioterapia, dovrà, perciò, seguire alcune regole fondamentali quali:

A. evitare le irritazioni meccaniche (fibre di cereali indurite dalla cottura al forno, ad esempio pane integrale e pizza, e, in generale, alimenti molto grezzi);

B. evitare proteine animali, la cui putrefazione produce sostanze irritanti, in particolare idrogeno solforato, molto tossico per la mucosa intestinale. I prodotti animali, inoltre, ricchi in acido arachidonico possono favorire i processi infiammatori. Va bene, invece, il pesce per l’importante contenuto di precursori di prostaglandine antinfiammatorie;

C. evitare il latte (in particolare nelle enteriti da raggi ed in chemioterapia) perché il danno all’intestino tenue può compromettere la capacità di digerire il lattosio, con conseguenti diarree;

D. consumare proteine vegetali sotto forma raffinata (per evitare la componente della fibra ed i fattori antimetabolici) come ad esempio creme di cereali e creme di legumi; in alcuni casi le enteriti iatrogene causano intolleranza al glutine per cui andranno evitati grano, orzo, segale, avena, farro e kamut e l’apporto di cereali dovrà limitarsi al riso e al miglio. Il riso integrale (molto cotto o sotto forma di crema di riso) rimane comunque l’alimento base per le enteriti iatrogene e non;

E. consumare alimenti proteici vegetali, già in parte digeriti, ricchi di amminoacidi liberi,
come il miso, sotto forma di zuppa o di condimento per cereali; la zuppa di miso può accompagnare quotidianamente tutti i pasti per favorire la digestione; in qualche caso può essere indicato lo yogurt in moderata quantità;

F. evitare lo zucchero e le farine molto raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, come quelli delle patate e del mais; dolcificare con malti quando è necessario; evitare comunque qualsiasi dolce di pasticceria preferendo dolci al cucchiaio su ricette macrobiotiche.
In assenza di sintomi colitici la dieta dopo ogni ciclo di chemioterapia dovrà ritornare ad un equilibrio fondato su verdure e cereali poco raffinati, prodotti ittici, evitando invece alimenti ad alto indice glicemico e ad alto contenuto di grassi saturi, che sono i principali responsabili alimentari dell’obesità nei paesi occidentali assieme ad uno stile di vita sedentario che è comunque sempre da evitare.

Pubblicato in Alimentazione, Chemioterapia | Contrassegnato , | 2 commenti

Consigli per ottenere il massimo da una visita medica

Sette consigli per ottenere il massimo da una visita medica:

1) Scrivi le domande che vuoi rivolgere al medico in ordine di importanza.
2) Se è una visita che serve per fare una diagnosi, prepara una descrizione dettagliata dei sintomi. Se è una visita di controllo ricorda di portare i referti precedenti.
3) Prepara un elenco dei farmaci che assumi e dei dosaggi.
4) Chiedi informazioni sui trattamenti che ti vengono proposti e sulle possibili alternative.
5) Assicurati che il medico, prima della visita, abbia ricevuto i risultati di analisi effettuate o i referti di altri specialisti.
6) Se non ti senti sicura di riuscire ad interagire con il medico in modo efficace, fatti accompagnare da un familiare o da un amico.
7) Prendi appunti su ciò che il medico dice e, se qualcosa non ti è chiaro, chiedi spiegazioni.

Pubblicato in Tra medico e paziente | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Psicologicamente a pezzi…

Sono stanca.

Stanca di vedere e di nascondere da tutto e da tutti la mia testa pelata. La guardo e mi vedo malata. La nascondo, la copro, non voglio che si veda. Mi aiuto con la mia Amicabionda, ma sono stanca anche di lei, non la sopporto, non fa parte di me, non è me.

Sono stanca di vedermi gonfiare giorno dopo giorno. E pare che gonfierò ancora e ancora, ancora. La mia faccia è come una luna piena, le mie gambe, il mio addome… tutto gonfio e lo sarà sempre di più. Sono stanca di vedermi diversa.

Sono stanca di vedere le mie sopracciglia e le mie ciglia cadere.

Sono stanca di creme, olii, prodotti per la pelle. Sono stanca di vedere la mia pelle lottare e non farcela.

Sono stanca di sentire il mio naso che gocciola per colpa delle mucositi.

Sono stanca di vedere i miei occhi pesti, irriconoscibili.

Sono stanca di stare attenta a quello che mangio per paura che con un morso mi si spezzino i denti.

Sono stanca di vedere le mie braccia viola, verdi o blu come quelle di una fattona.

Sono stanca di vedere le mie unghie ancora più fragili, sottili e ridotte al nulla.

Sono stanca di dipendere in tutto e per tutto dai farmaci, dalla mamma, dai miei amici, dai miei familiari, da “Qualcuno”.

Sono stanca dei dolori muscolari alle gambe.

Sono stanca di ricevere telefonate, visite, mail e sms per sapere come sto. Non voglio essere quella malata. Son stanca di esserlo, non ce la faccio più.

Sono stanca di girare per mille ospedali e ambulatori a farmi toccare le tette. Sono stanca di spogliarmi per fare mille esami. Sono stanca di farmi visitare.

Sono stanca di alzarmi quattro o cinque volte per notte per fare pipì. Sono stanca di bere litri e litri di acqua e non vedermi sgonfiare.

Sono stanca delle caldane che mi vengono in continuazione. Non si può essere in menopausa a trent’anni. Non si può cambiare un pigiama per notte.

Sono stanca di aver paura ad andare nei locali, in giro per strada per il terrore di non esser riconosciuta.

Sono stanca di avere una roba in bocca che non mi permette di riconoscere i sapori.

Sono stanca di prevenire le mucositi in bocca, all’esofago. Sono stanca di prevenire la candida, che mi venga anche quella.

Sono stanca di non esser libera di programmare un viaggio, una cena, un week-end.

Sono stanca di questa vita che non ho scelto e non mi appartiene.

Sono stanca di quello che sono diventata.

Sono stanca di combattere e di lottare, ma non ho alternative.

Il post originale qui.

Pubblicato in Capelli, Chemioterapia, Effetti collaterali | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Quark speciale – La formica del prosciutto

Uno degli effetti collaterali della radioterapia è stato il danneggiamento di alcuni nervi, con relativi dolori e formicolii.

LA FORMICA DEL PROSCIUTTO

Buonasera e benvenuti a questa puntata speciale di Quark.
Nel documentario di oggi parleremo della Formica del Prosciutto, una nuova specie che sta destando molta curiosità nel mondo scientifico.
La Formica del Prosciutto è infatti il primo caso documentato di specie creata a seguito dell’esposizione a radiazioni: essa è stata generata in occasione di una radioterapia intraoperatoria eseguita su una paziente affetta da recidiva di liposarcoma retroperitoneale.
La Formica del Prosciutto è un parassita che vive in gruppi di dimensioni variabili, da poche unità fino a diverse centinaia, ed il suo habitat prediletto – come suggerisce il nome – è la coscia destra della paziente, in particolare la parte interna, anche se occasionalmente ne sono stati registrati esemplari anche nella zona dell’inguine.
I primi esemplari di Formica del Prosciutto sono stati osservati quattro giorni dopo l’irradiazione, quando l’intera colonia nell’arco di pochi minuti ha lanciato tre violentissimi attacchi verso l’organismo ospite. In questa occasione si è manifestato tutto lo straordinario potenziale offensivo di questa specie, che ha colpito con migliaia di morsi talmente dolorosi da portare l’ospite sull’orlo dello svenimento.
Successive osservazioni hanno confermato la spiccata vocazione bellica della Formica del Prosciutto, che lancia spesso assalti brutali e dolorosi.
La Formica del Prosciutto sembra prediligere la tattica della guerriglia, con attacchi violenti, ma generalmente di breve durata, talvolta anche solo pochi secondi e comunque mai più di un minuto. Si è evidenziato inoltre che l’intensità e la durata degli attacchi tendono a ridursi con il passare del tempo, suggerendo che per questa specie la vecchiaia porti ad una diminuzione dell’aggressività e delle prestazioni.

L’attività militare della Formica del Prosciutto comprende anche missioni esplorative, in cui piccoli gruppi pattugliano il territorio, in particolare nelle prime ore del mattino e nelle giornate umide.
La vitalità della Formica del Prosciutto sembra essere direttamente collegata all’attività dell’ospite, attraverso meccanismi ancora non del tutto chiariti: si è evidenziata in particolare una pressochè totale inerzia nei periodi di riposo dell’ospite, o comunque di scarsa mobilità, al punto di far pensare all’estinzione della colonia.
Alla ripresa del movimento dell’ospite corrisponde invece un immediato inasprimento degli attacchi, tanto più violenti quanto più lungo è stato il periodo di riposo. A conferma di questa valutazione si possono citare i primi attacchi, giunti alla ripresa della deambulazione dopo alcuni giorni di immobilità assoluta, ma anche alcune recenti azioni belliche della Formica intraprese in corrispondenza della ripresa dell’attività motoria dell’ospite dopo un periodo di sedentarietà a seguito di un piccolo intervento chirurgico per l’asportazione di un nodulo toracico.
Una particolarità della Formica del Prosciutto osservata di recente e che la distingue da molte altre specie, è la reazione alle condizioni climatiche: nelle giornate fredde, invece di ritirarsi nel letargo, la Formica del Prosciutto mostra infatti la sua massima vitalità, dedicandosi ad un’intensa attività bellica, con pattugliamenti ed attacchi feroci . Si è evidenziato in particolare un aumento delle azioni militari in presenza di vento freddo.
Lo studio di questa nuova e affascinante specie è soltanto all’inizio e siamo certi che in futuro ci riserverà nuove ed interessanti sorprese. Arrivederci alla prossima puntata!
Qui il post originale

Pubblicato in Effetti collaterali, Radioterapia, Storie | Contrassegnato , | Lascia un commento

Un nuovo taglio

Durante i miei giri passo davanti a un nuovo negozio di parrucchiere proprio a due passi da casa mia. Vedo uscire una signora con una bella testina e penso che ho un’ora libera e l’umore ballerino, e allora perché no.
Entro e la ragazza mi fissa per una frazione di secondo di troppo, poi mi dice che ha tempo e io mi accomodo. Mi rilasso, ipnotizzata dal quadro con il bacio di Klimt e da una bella musica di sottofondo. Mentre mi lava la testa lei mi dice che ho dei capelli che sembrano nuovi, come quelli di un bambino, e non ne perdo uno, strano. No, non è strano, le dico, sono capelli nuovi davvero. Non so perché glielo dico, di solito su queste cose sono riservata, soprattutto con chi non conosco. Lei dice che ha capito cosa voglio dire, anzi, lo ha indovinato subito perché adesso si ricorda perfettamente di avermi già vista. Nell’estate del 2007 lavorava in centro, nel negozio in cui ho comprato la mia parrucca, Karen. Io no, non mi ricordavo. È stato l’inconscio a farmi entrare lì dentro, presumo.
insomma, lei è molto preparata sull’argomento, primo perché vendeva parrucche e secondo perché sua madre si è ammalata anche lei, due volte. Ed è guarita tutte e due le volte, ma ora ha un pessimo carattere e rompe le scatole a tutti. Dice che aveva sedici anni quando la mamma ha avuto il primo tumore, e la sua adolescenza è finita lì. È dovuta crescere in fretta e forse anche lei ora ha un carattere più duro. Dice che mentre le compagne di scuola pensavano ai ragazzi e ai vestiti e alle feste, lei aveva problemi più grossi. Le dico che mi dispiace e che è sempre utile ascoltare come si vivono le cose dall’altra parte. E allora mi dice che questo le ha condizionato la vita e le ha tolto la serenità di ragazzina. Certo, ora è anche più forte, ma è stata dura, e intanto mi taglia i capelli e mi dice come devo prendermi cura di loro.
Sì, penso, mi dispiace per la tua serenità, mi dispiace che tu abbia avuto una vita dura, mi dispiace davvero, ma quando ti guardo vedo le mie figlie tra qualche anno, che si lamentano del mio brutto carattere e dicono che la loro infanzia è stata un po’ più complicata, e mi sento fondamentalmente bene, perché vuol dire che sono ancora su questo mondo a rompere le scatole a tutti voi. Perché io non sono perfetta, nessuno è perfetto, il mondo non è perfetto, e nonostante tutto la vita è maledettamente meravigliosa, ma non te lo dico.
Ti dico solo che mi hai fatto un taglio perfetto, questo sì.

Qui il post originale

Pubblicato in Capelli, Dopo, Figli, Storie | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

“La ragazza dalle 9 parrucche” di Sophie van der Stap ed. Bompiani

“Sophie ha ventun anni quando le viene diagnosticato un cancro al polmone, un cancro raro e aggressivo.

La cura: un intero anno di chemioterapia e radioterapia.

Per affrontare la situazione, Sophie decide di tenere un diario, in cui annota ansie, paure, sofferenze ma anche (e soprattutto) piccole gioie, il calore della famiglia e degli amici.

Decide anche di sfruttare le potenzialità di un supporto essenziale: le parrucche – oggetti che da principio la disgustano e la spaventano, ma che in poco tempo diventano alleati irrinunciabilii.

Se la caduta dei capelli si è portata via la sua femminilità, la sua personalità, le parrucche gliela restituiscono. Anzi, ogni parrucca ha, a suo modo, una personalità propria. E quindi anche un nome. In base a come si sente o a come ha voglia di sentirsi e di apparire, Sophie sceglie di volta in volta la parrucca da indossare: una Sophie insicura e impaurita: Stella, una Sophie sensuale: Uma, una Sophie sempre sorridente, una Sophie selvaggia: Sue.”

Io ho solo la mia “Amica bionda” e mi basta e mi avanza. Non potrei farne a meno, è vero, ma cambiare parrucca ad ogni cambio d’umore sarebbe troppo. Essere malata di cancro in Valdinievole non è come essere malata di cancro ad Amsterdam…

Però in questo libro ho ritrovato tante verità, soprattutto nella gestione della malattia all’inizio, quando ti viene diagnosticata. E nelle difficoltà che hanno le persone, amici e familiari, a starti accanto. E’ vero, stare vicino ad una malata di cancro deve essere una roba difficilissima. Qualunque cosa dici o fai rischi di fare male, rischi che non venga capita… Lo so. Il ruolo più difficile è proprio per voi. Però possiamo fare un patto: il patto della libertà. Voi fate e dite tutto quello che vi pare. Io però voglio sentirmi altrettanto libera di dire e fare tutto quello che mi va. Mi sembra che ci si possa stare, no?

Il post originale qui.

Pubblicato in Amici e parenti, Capelli, Libri e film | Contrassegnato | Lascia un commento

Il riconoscimento dell’invalidità civile e di una “situazione di handicap grave”

Alcune considerazioni sull’invalidità civile per i malati oncologici:

a) Stato di invalidità (Legge n.118/1971 e successive modifiche)
• Può essere richiesto da tutte le donne operate che abbiano subito una quadrantectomia, una mastectomia o una tumorectomia.
• È necessario per ottenere agevolazioni sociali e lavorative.

b) Stato di  “Handicap in situazione di GRAVITA’” (legge n. 104/1992)
• La lavoratrice potrà usufruire, all’interno dell’orario di lavoro, di 2 ore giornaliere di permesso retribuito o, a scelta, 3 giorni mensili (art. 33 legge 104/1992).
• Il familiare che si occupa dell’accompagnamento della malata potrà usufruire di 3 giorni mensili di permesso retribuito.
• I permessi attribuiti per cure e visite specialistiche non si sommano al periodo di comporto previsto dal CCNL.
• La lavoratrice non potrà essere trasferita senza il suo consenso.
• La lavoratrice potrà chiedere, se possibile, il trasferimento verso la sede più vicina al proprio domicilio.
c) La legge n. 53 del 2000 (in materia di congedi parentali, formativi e per la cura)
• 3 giorni di permesso per grave infermità del coniuge o parente entro il II grado.
• Possibilità per il lavoratore di chiedere periodo di congedo non retribuito pari al massimo a 24 mesi.

d) Il rapporto di lavoro a tempo parziale: il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro introdotto dall’articolo 46, Decreto legislativo n. 276 del 2003 a favore del lavoratore affetto da patologie oncologiche

“I lavoratori affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, (…), hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale ed orizzontale, il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore .
Il diritto alla trasformazione da lavoro a tempo parziale in lavoro a tempo pieno è condizionato dalla:
permanenza di una residua capacità lavorativa;
certificazione di tale residuale capacità da parte di una speciale Commissione Medica istituita presso la competente ASL;
presentazione da parte del lavoratore di tale certificazione al datore di lavoro all’atto della richiesta della trasformazione del rapporto.

e) Aspettativa
Molti contratti al termine del periodo di comporto prevedono, per evitare il licenziamento in caso di impossibilità a riprendere l’attività lavorativa, che il lavoratore possa richiedere la concessione di un ulteriore periodo di aspettativa.

f) Mansioni
Alcuni contratti collettivi prevedono, che. superato il periodo di conservazione del posto, il dipendente, riconosciuto idoneo al lavoro ma non allo svolgimento delle mansioni corrispondenti al proprio profilo professionale, possa essere utilizzato in mansioni equivalenti nell’ambito della stessa categoria. Inoltre, qualora ciò non fosse possibile e con il suo consenso, il lavoratore potrà essere adibito anche a mansioni proprie di profilo professionale corrispondente a categoria inferiore.

g) Fenomeni di discriminazione nei confronti della lavoratrice
• Rappresentano una delle maggiori criticità nei rapporti di lavoro con lavoratrici affette da tumore al seno.
• Possono essere rappresentati da demansionamenti ingiustificati o disparità di trattamento.
• Possono sfociare in veri e propri fenomeni di mobbing strategico: finalizzati all’allontanamento della lavoratrice.
L’informazione è molto importante, ma agire da sole può essere gravoso. Il consiglio che mi sento di dare è di rivolgersi il più presto possibile ad un sindacato (i più strutturati per questi problemi sono C.G.I.L., C.I.S.L. E ACLI), che saprà aiutare la donna soprattutto per l’espletamento dell’iter burocratico.

Pubblicato in Invalidità e diritti | Contrassegnato , , | 20 commenti

La prima chemio

“A6”

“B5”

E’ così che ti chiamano. Per la privacy. Siamo tutti malati in una sala d’attesa. Chi da solo, chi, come me, accompagnato. Tutti lì ad aspettare di essere chiamati come a battaglia navale.

Me non mi hanno chiamato. Mi è venuta a prendere la dottoressa ElleElle direttamente e mi ha fatto entrare nell’ambulatorio day hospital di oncologia.

Una stanza lunga con una decina di lettini tutti in fila (non sono proprio lettini… assomigliano più a delle chaise longue). Molti di questi lettini erano già occupati da malati. Malati brutti poverini. Verdi. Pelati. Brutti davvero. Io ero la più giovane. L’unica capellona. L’unica al primo ciclo. “La bimba” per tutte le infermiere del day hospital che si sono susseguite a cambiarmi tutte le varie flebo.

Ho scelto il lettino in fondo, nell’angolo, vicino alla finestra. Non volevo sentire alcun discorso su porter, effetti collaterali, formicolii vari. Nessun brutto malato verde accanto a me. Anzi, la dottoressa ElleElle si è messa a sedere sul lettino vicino al mio, per darmi un po’ più di coraggio e per farmi sentire la sua Amicizia.

Pre-medicazione.

Ago in vena.

E poi gastroprotettore.

Cortisone.

Antivomito.

Soluzione fisiologica.

Primo farmaco.

Soluzione fisiologica.

Secondo farmaco (iniettato nella mia vena tramite tre siringhe grandi come quelle del silicone!!!).

Soluzione fisiologica.

Terzo farmaco + ghiacciolo!!!! Sì, giuro, un ghiacciolo all’amarena. Vi spiego: il terzo farmaco che mi fanno è quello che mi fa-farà venire le mucositi. Nel mentre che l’infermiera me lo inietta, io stacco un bel pezzettone di ghiacciolo e lo passo in lungo e in largo per tutto il palato. Serve a prevenire l’immediata formazione di stomatiti. O non è ganzo? Finita l’iniezione ti tolgono anche il ghiacciolo, non lo devi finire. Forte, vero? E’ la parte più divertente della terapia. E puoi scegliere anche il gusto!!!

Soluzione fisiologica.

Medicazione.

Arrivederci e grazie, ci vediamo fra 21 giorni e sarai A5.

Questa è la chemio. Un’oretta su un lettino, circondata da gente dal colorito verde e accudita da persone dalla divisa bianca e celeste. Non sarebbe male. E’ il dopo che è un’altra faccenda…

Il post originale qui.

Pubblicato in Chemioterapia | Contrassegnato , , | Lascia un commento